Il Mauriziano spacca lUnione Bresso e la Quercia ai ferri corti E sul futuro dellente interviene anche la Curia Spuntano i candidati alla guida della nuova Fondazione Tra i nomi Roscelli Maccagno, Perone e Ariemma Ma cè chi lavora per fermare le nomine e salvare lOrdine la presidente "La Regione non ripianerà il debito Abbiamo già pagato, tocca ai nuovi vertici" i partiti I Ds: "Ricostituire lantica istituzione" Margherita divisa tra cattolici e laici LA PARTITA è delicatissima. Si gioca in queste ore in presa diretta tra i palazzi torinesi e quelli romani assumendo, a tratti, i caratteri di un vero e proprio braccio di ferro. Nel confronto si è inserita ieri, discretamente, anche la Curia. Partita difficile perché in palio cè la sopravvivenza o la morte dellOrdine Mauriziano. Su un piatto della bilancia i cinquecento anni di storia dellistituzione cavalleresca. Sullaltro i quasi 500 milioni di deficit da ripianare. In mezzo, a decidere, un centrosinistra diviso. Lalternativa è secca. Nominare il consiglio di amministrazione della Fondazione oggi retta dal commissario Anna Maria DAscenzo, significa decidere che sarà la Fondazione a far quadrare i conti sacrificando e vendendo allasta il patrimonio dellEnte. Azzerare la Fondazione e rivitalizzare lOrdine (mai sciolto ma congelato dalla legge) significa invece chiedere alla Regione e al Ministero dellInterno (che ha nominato DAscenzo) di intervenire per coprire il deficit restituendo allOrdine ciò che gli era stato tolto con il commissariamento di due anni fa. A favore della prima ipotesi è scesa in campo ieri la Regione. Mercedes Bresso ha emesso un lungo comunicato per dire che, con il protocollo dintesa firmato a suo tempo da Ghigo e DAscenzo, Piazza Castello ha saldato tutti i suoi debiti. Pagando la seconda tranche di 25 milioni di euro Bresso ritiene di aver chiuso ogni pendenza. Poteva non pagarla? «Non potevamo non pagare - risponde la presidente - perché la valutazione economica era stata fatta dal commissario e noi debitori non potevamo certo pagare più di quanto ci era stato richiesto. In quel caso saremmo stati noi a danneggiare la Regione e saremmo stati passibili di indagine da parte della Corte Conti». Dunque, conclude Bresso, i creditori che oggi rivogliono i loro soldi (come lUnicredit che aspetta 115 milioni) «dovranno rivolgersi alla Fondazione e non alla Regione». Bresso spinge dunque per una rapida nomina del consiglio di amministrazione della Fondazione, in aperto conflitto con la posizione del suo partito che ieri chiedeva di «rivitalizzare lOrdine». Per accelerare i tempi ieri, sui tavoli regionali, circolava una lista di nomi. Alla presidenza il governo avrebbe indicato, su suggerimento degli enti locali torinesi, Cristiana Maccagno, moglie del commercialista Angelo Benessia. La Regione avrebbe aggiunto il nome di Riccardo Roscelli. Altre due indicazioni verrebbero dai due principali partiti del centrosinistra: i vertici dei Ds avrebbero scelto Iginio Ariemma, mentre la Margherita avrebbe indicato lex assessore Ugo Perone, di area cattolica. Allo schema manca un quinto nome. Contro i sostenitori della Fondazione si schierano coloro che chiedono il ritorno allOrdine. Le loro mosse, in queste ore, tendono innanzitutto a congelare la nomina dei consiglieri della Fondazione che dovrebbe essere fatta dal Presidente del consiglio. In una serie di incontri informali avvenuti nella giornata di ieri si sono mossi in questo senso anche i vertici della Curia torinese. Per far sapere a Saitta e Gariglio che la diocesi vedrebbe di buon occhio il ripristino del consiglio di amministrazione del Mauriziano sciolto con il commissariamento. In questa direzione si muove anche la componente cattolica della Margherita e il suo capogruppo in Regione, Stefano Lepri. Mentre larea laica del partito, in testa lassessore regionale al bilancio Paolo Peveraro, è fortemente contraria alla ricostituzione dellOrdine. Per ora due soli punti fermi uniscono i due fronti: la fine del commissariamento (che ha aumentato il deficit anziché ridurlo) e la tutela del patrimonio artistico (Stupinigi, Staffarda e SantAntonio di Ranverso) garantito da Bresso nel suo comunicato di ieri.