Industriali e sindaco divisi dal Massimo Masullo denuncia "Cè scarsa attenzioneda parte dello Stato e dei privati" Lettieri "Ci siamo accorti che lattività finanziaria del teatro è un disastro" Polemica per i posti in consiglio di amministrazione al San Carlo. Mentre il sindaco Iervolino, come aveva annunciato, incontrava a Milano possibili finanziatori per il teatro in crisi, il presidente degli Industriali Gianni Lettieri attacca il Massimo: «Il loro bilancio è un disastro. Per entrare in cda ci hanno chiesto altre quote, mentre i posti della Regione sono vacanti». Lanza Tomasi e il vicepresidente Tessitore: «Sono le regole. Distinguiamo tra pubblico e privato». Intanto Masullo, Marotta, Bianchi, Donatone, Gravagnuolo firmano un appello. E il sindaco a Milano contatta Sgarbi e la Geox. Sarà che Candide, in qualsiasi epoca approdi, porta aria di polemica. Del resto è per quello che Voltaire lha scritto ed è sfruttando la sua stessa vis polemica che Bernstein e Lillian Hellmann la usarono in formato Broadway contro il maccartismo. Sta di fatto che ieri, a pochi giorni dalla prima di polemiche è scoppiata unintera batteria a distanza di poche ore. Sindaco contro industriali. Industriali contro il teatro. Per sollecitare i fondi mancanti per proseguire lattività, il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva fatto la valigia ed era andata a chiedere aiuto a finanziatori milanesi, visto che a Napoli, nella veste di presidente del consiglio di amministrazione, non le era riuscito. Decisione o provocazione per gettare un sasso nello stagno dello sponsoring del San Carlo, la volontà del sindaco di fare fund raising ha messo di cattivo umore gli industriali nostrani. Tanto da innescare una reazione a catena: dopo lincontro con il cardinale Sepe allUnione Industriali, ieri il presidente Gianni Lettieri si è meravigliato della dichiarazione del sindaco. «Abbiamo contattato una serie di grandi imprese per raggiungere una cifra quanto più alta possibile per il San Carlo. Se il sindaco va a Milano però è un fatto positivo. Abbiamo dato un contributo al teatro sia lanno scorso che questanno (55 mila euro annui, ndr). Un paio di mesi fa ci hanno chiesto uno sforzo straordinario di 3 milioni di euro e ci siamo accorti che lattività del San Carlo sotto laspetto finanziario è un disastro». Continua Lettieri: «Subito dopo abbiamo chiesto al sindaco di inserire nel consiglio di amministrazione una figura scelta da noi imprenditori che garantisse le imprese, affinché una volta fatto lo sforzo finanziario si potesse incanalare nei binari giusti e andare avanti per la sua strada. Ci hanno detto che non è possibile se non cè lesborso economico, anche se ci sono ancora due nomine da fare». Per il presidente degli industriali «il sindaco farà bene a parlare anche con Prodi, perché non riesco a capire come lEni, i cui vertici vengono indicati dal governo, è socio della Scala e non del San Carlo. Le istituzioni devono mettersi in testa che lepoca degli enti che vivono solo con le sovvenzioni è finita, ma il San Carlo non deve chiudere». Tempestiva la risposta del soprintendente Lanza Tomasi: «Finalmente la fondazione ha un piano economico e tutti devono contribuire senza egoismi». E a proposito dellingresso degli industriali, un invito al rispetto delle regole: bisogna distinguere tra i due posti in cda di nomina della Regione, ancora scoperti, e la facoltà di ciascun privato di entrare previo pagamento biennale della quota prevista, pari all8 per cento del Fondo Unico per lo Spettacolo, questanno 2 milioni e 300 mila euro. Risposta seguita a ruota da quella del vicepresidente Fulvio Tessitore: «Dopo aver fatto certificare i bilanci del San Carlo da una ditta di propria fiducia, il dottor Lettieri si abbandona a giudizi tanto pesanti quanto generici ed imprecisi. Al suo "vigilante" di fiducia il sindaco e io abbiamo proposto di affidare il ruolo di consulente economico del teatro perché potesse fare tutte le verifiche che vuole, e che il teatro non teme. La Regione deve decidere in piena autonomia, visto anche il consistente contributo assegnato al teatro». Intanto il sindaco da Milano ha ringraziato Sgarbi e lindustriale Mario Moretti Polegato, fondatore dellazienda di calzature Geox, per linteresse dimostrato verso i problemi del San Carlo, e anche il cardinale Sepe, che ha parlato in favore del Massimo. Incassando con destrezza gli uppercut dei tagli al Fus, il lirico ha allestito lo stesso la sua stagione di rispetto e dichiara il sold out per tutte le prime e le repliche, nonostante il deficit. Questa resistenza strenua ha procurato il sostegno morale degli intellettuali: dopo Italia nostra con Guido Donatone, lIstituto per gli studi filosofici di Gerardo Marotta, con Leonardo Bianchi e Benedetto Gravagnuolo propongono "un tavolo di lavoro con Regione, Provincia, Comune e imprenditori privati per un teatro che offre una immagine di alta cultura e un rimando positivo in tutto il mondo". Il filosofo Aldo Masullo denuncia "la scarsa attenzione e la sostanziale indifferenza dello Stato e dei privati cittadini li mostrano incapaci di comprendere la circolarità del nesso di economia e cultura". Sostanzialmente, il San Carlo è affare di tutti, non ci dovrà essere nessun Ponzio Pilato.