Si chiude con un maxi sequestro l'indagine della Procura di Salerno sui lavori in atto nell'ex monastero Santa Rosa di Conca Dei Marini. Circa 4000 metri quadrati di superfìcie finiti nel mirino delle Fiamme Gialle e dieci avvisi di garanzia sono il bilancio dell'operazione coordinata del sostituto procuratore Roberto Penna, che ha preso parte ai sopralluoghi di questi giorni insieme col comandante del reparto navale della Guardia di Finanza, Alessandro Fumò. E tra gli indagati figurano anche il soprintendente Giuseppe Zampino e il funzionario dello stesso ente, Giovanni Villani, quale responsabile del procedimento. I loro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati insieme con quelli del legale rappresentante della società proprietaria dell'immobile (Santa Rosa srl), Micael Held, del progettista Francesco Di Martino, del progettista strutturale Massimo Adinolfi, del tecnico comunale Giuseppe Milo e dei membri della commissione edilizia Salvatore Pinto, Umberto Marchese, Nicola Anastasio e Francesco Fusco. Le ipotesi di reato per gli indagati (tutti difesi dagli avvocati Raffaele Guerritore e Federico Conte ad eccezione del soprintendente Zampino e dell'ingegner Adinolfi) vanno dal concorso all'abuso d'ufficio, al falso ideologico, oltre alle violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. Il sequestro integrale disposto ieri mattina giunge a conclusione di una vicenda che si trascina ormai da due anni e cioè da quando Italia Nostra denunciò «l'alterazione dei volumi rispetto allo stato originario dei luoghi». I lavori presso l'immobile (1500 mq di superficie coperta e circa 2500 esterna) erano ripresi la scorsa primavera in seguito alla revisione del progetto di restauro conservativo, consolidamento statico e realizzazione dei volumi tecnici presentato in data 31012006 e autorizzato con provvedimento n. 8778 dalla Soprintendenza che, precedentemente, aveva avviato la procedura di autotutela in seguito alla segnalazione di Italia Nostra. La stessa associazione ambientalista aveva ribadito di recente la propria contrarietà allo svuotamento dei terrazzamenti previsti «per occultare volumetrie edificate, qualunque sia l'uso al quale sono destinate, come opere volte a realizzare servizi invasivi come le piscine». Ed è proprio questo che pare abbiano riscontrato i militari della Guardia di Finanza nei sopralluoghi disposti dalla Procura di Salerno prima dell'apposizione dei sigilli all'intera struttura e nel corso dei quali, oltre alla creazione ex novo di un'ingente volumetria in corrispondenza della parte terminale dell'ala est e dell'intero fronte dell'area nord, sarebbero emersi anche la creazione di un vano ascensore che pare sia stato ricavato dalla demolizione di antichi solai a volta e di un antico ingresso. A tutto questo, secondo la Procura, si aggiungerebbero la realizzazione di travi in cemento armato per la creazione di solai, lo stravolgimento di quote e terrazzamenti e sbancamenti di roccia e terreno. Tutte opere che sarebbero servite alla realizzazione di piscine, parcheggi e nuovi volumi, privi delle necessarie autorizzazioni.
CAMPANIA. Conca dei Marini, piscine nell'ex monastero: 10 indagati
La Procura di Salerno ha concluso un maxi sequestro l'indagine sui lavori in atto nell'ex monastero Santa Rosa di Conca Dei Marini. Circa 4000 metri quadrati di superfìcie sono stati oggetto delle Fiamme Gialle. Dieci avvisi di garanzia sono stati emessi. Gli indagati includono il soprintendente Giuseppe Zampino, il funzionario Giovanni Villani e il legale rappresentante della società proprietaria, Micael Held. Le ipotesi di reato includono concorso all'abuso d'ufficio, falso ideologico e violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. La vicenda si trascina da due anni, iniziata con la denuncia di Italia Nostra.
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