Da quando è andata via Annalisa Zarattini (fine agosto) si è interrotta la comunicazione tra il più importante contenitore di cultura classica della Calabria e la comunità reggina. Il nuovo "comandante" del castello museale di piazza De Na-va, Pietro Giovanni Guzzo, sul quale grava il peso della gestione della Soprintendenza di Pompei, a Reggio si fa vedere per qualche giorno alla settimana, poi scompare, preso evidentemente dalle sue cose campane. Più volte abbiamo chiesto ai suoi collaboratori di avere un confronto con lui, ma le risposte sono state negative. Ma c'è di più: problemi di colloquio hanno pure i rappresentanti delle istituzioni locali quando provano a bussare alla porta del museo. Da mesi non arrivano comunicati. Non c'è stata alcuna reazione ufficiale alla notizia sulla chiusura di alcune sale per mancanza di personale. Eppure si era mosso un sindacalista, Francesco Alì, segretario provinciale della Cgil, che è ha deciso di scrivere una lettera al ministro Rutelli L'ultimo caso si è verificato ieri. Un nostro cronista (Piero Gaeta) si è recato sul posto dove opera il cantiere per il tapis roulant. Un alto dirigente del museo, che era lì sul posto, non ha inteso rispondere ad alcuna domanda. E la stessa cosa è accaduta anche a noi quando, neigiorni scorsi, abbiamo alzato il telefono per chiedere notizie particolari sulle attività museali e su una serie di problemi che riguardano la città di Reggio, a cominciare dagli scavi di piazza Italia. Un signora ci ha segnalato che in un cantiere cittadino sono stati rinvenuti dei reperti. La Soprintendenza ovviamente ha bloccato i lavori. Ma da tempo ormai non si può sapere che se quel cantiere potrà riaprire, se quell'opera verrà completata e se la stessa signora un giorno potrà avere la sua nuova abitazione. Il programma dell'amministrazione-Scopelliti prevede il progetto della città turistica. Cultura e turismo camminano di pari passo. Il museo di Reggio è un punto di riferimento, uno degli attrattori più significativi. Ecco perché è importante sapere quali sono i problemi, per cui le sale vengono chiuse e aperte a rotazione, qual è la situazione di organico, quale possono sono gli interessi nazionali e regionali su questo sito in cui sono raccolti una miriadi di preziosissimi reperti della cultura magno ellenica. Non c'era mai stata una chiusura così netta. Vogliamo sperare che questo "ponte levatoio" alzato dal dott. Pietro Giovanni Guzzo prima o poi venga ricollegato alla città. Altrimenti non ci resta che cercare altre vie istituzionali.
CALABRIA. Gli assurdi silenzi attorno al museo archeologico di Reggio Calabria
Il museo di Reggio, gestito da Pietro Giovanni Guzzo, è stato chiuso per una settimana a causa di problemi di personale. I rappresentanti delle istituzioni locali non riescono a contattare il museo per discutere i problemi. Il sindacalista Francesco Alì ha scritto una lettera al ministro Rutelli per chiedere una spiegazione. Il museo è un punto di riferimento per la città e la sua chiusura è stata notevole. La situazione è stata descritta come "ponte levatoio" che potrebbe essere ricollegato alla città. La Soprintendenza di Pompei ha bloccato gli scavi di piazza Italia a causa di reperti rinvenuti in un cantiere cittadino.
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