CAGLIARI A poche decine di metri dalla necropoli punica e romana di Tuvixeddu (centinaia di tombe scavate nella roccia), una delle più grandi del Mediterraneo, sta per sorgere una piccola città ultramoderna: ville, appartamenti, locali commerciali per più di 250 mila metri cubi. «Un oltraggio a uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna»: Renato Soru, presidente della Regione, ha dichiarato l'ennesima guerra al cemento. Stop a un cantiere, procedura di esproprio per pubblica utilità; e a controllare un consorzio di imprese, che ha recintato un'area a ridosso della necropoli, ha inviato agenti del corpo forestale. Infine ha sollecitato al ministro ai Beni culturali Rutelli la risposta a una richiesta, inoltrata mesi fa, di alt ai lavori con un atto d'urgenza. Tuvixeddu è uno dei colli intorno a Cagliari: i fenici si erano insediati nel golfo dall'VIII secolo avanti Cristo, poi punici e romani avevano scelto le grotte naturali come luoghi di sepoltura. A inizio '900 fu scoperta la necropoli e dalle prime 180 tombe a pozzo verticale vennero alla luce preziosi reperti: coppe, anfore, lucerne. Ma soprattutto decorazioni: il serpente alato della tomba dell'Ureo, la mezzaluna sorgiva simbolo della dea Tanit e la grotta della Vipera, con la tomba della nobildonna romana Attilia Pomptilla. Poi gli scavi furono abbandonati, molte tombe murate, anche per evitare il saccheggio, la necropoli è in gran parte chiusa, i lavori per il parco archeologico e il museo fenicio procedono a rilento. Soru ha dalla sua parte il presidente della commissione cultura della Camera Pietro Folena, che dopo un sopralluogo è stato categorico: «Ho fortissimi dubbi sulla compatibilità fra cubature tanto ingenti e un bene di così grande interesse archeologico». Ma la guerra di Tuvixeddu («piccola cava di tufo») è destinata a durare a lungo, fra carte bollate e risvolti politici. I progetti immobiliari sono di un gruppo, la Coimpresa (fra gli altri l'imprenditore sardo Gual-tiero Cualbu e l'Impregilo) e operatori cagliaritani. Nel settembre 2000 la firma di un accordo di programma fra le imprese, la Regione (allora governata dal centro destra) e il Comune di Cagliari: via libera a costruzioni per 273 mila metri cubi; in cambio, fra l'altro, un «regalo» al Comune: 30 ettari di terreni, proprio sopra la necropoli. «Sono pronto a discutere afferma il sindaco Emilio Floris (Forza Italia) ma quell'accordo, finché c'è, va rispettato». Soru non ha apprezzato: «Il cemento a Tuvixeddu è in contrasto con il piano paesistico regionale. Quindi va fermato». Il piano è stato approvato nel maggio 2006: almeno le licenze concesse dopo quella data, sostiene il governatore, devono essere annullate. A novèmbre ha fatto notificare da un suo assessore un decreto di sospensione dei lavori. Ma in uno dei cantieri, avanti tutta: c'erano operai anche il giorno dell'Epifania. La risposta di Soru: sequestro del cantiere, invio degli atti alla magistratura. Controreplica, secca, delle imprese: la parola agli avvocati.
Ville sulla necropoli punica, stop al cantiere
A poche decine di metri dalla necropoli punica e romana di Tuvixeddu, in Sardegna, sta per sorgere una piccola città ultramoderna con oltre 250 mila metri cubi di costruzioni. La Regione ha dichiarato l'ennesima guerra al cemento, fermando i lavori e controllando un consorzio di imprese. Il presidente della Regione, Renato Soru, ha richiesto al ministro ai Beni culturali di fermare i lavori con un atto d'urgenza. La necropoli, scoperta nel '900, è uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna, con oltre 180 tombe a pozzo verticale e preziosi reperti.
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