FIRENZE. Forse è solo uno scherzo maligno delle agende. Fatto è che anche la visita fiorentina, oggi, del vicepremier Rutelli sembra essere presa a pretesto per battere la grancassa di Firenze capitale della Toscana. «Rutelli porta soldi a Firenze», titola un quotidiano fiorentino. Noblesse oblige, il resto della Toscana può aspettare. Sì perché Rutelli approda nel capoluogo toscano una decina di giorni dopo che Paolo Amato e Angelo Pollina, rispettivamente senatore e consigliere regionale di Fi, hanno presentato una proposta di legge regionale per Firenze capitale della Toscana. Da allora tutto viene letto in questa ottica. Rutelli porta soldi a Firenze e non alle altre città d'arte della Toscana? Firenze vuole tornare a comandare. La Regione propone una holding per gli aeroporti? Firenze vuole ingabbiare Pisa. C'è poi chi sogna il ritorno addirittura dei Lorena. Chi sbandiera le antiche, e mai sopite, guerre dei campanili e dei guelfi contro i ghibellini. Soldi al posto della legge. Folkore politico? Lotte di potere? O, come suggerisce un sindaco non fiorentino, una banale (e legittima) voglia di Firenze di avere un po' di finanziamenti da Roma e dalla Regione. Tipo, io sono la capitale, petto in fuori, ma anche mani leste a raccogliere un po' di soldi. Oddìo, non sarà quest'ultimo uno stile da capitale, ma tant'è. D'altra parte è già successo. Nel 2002 due consiglieri della Margherita, Erasmo D'Angelis e Gian Luca Parrini, presentarono una proposta di legge per Firenze. La proposta non passò, in cambio però la Regione stanziò 10 milioni di euro per il capoluogo toscano. La proposta di Forza Italia. Ora ci riprova Forza Italia. La proposta di legge di Pollina, sponsorizzata da Amato, chiede l'istituzione di un apposito fondo e una commissione speciale «per garantire lo sviluppo della città e fare di Firenze la vera capitale della Toscana». Si parla di progetti che dovranno essere vagliati da una commissione regionale bipartisan. Per ridare a Firenze il lustro di capitale. Sì, perché, come spiega Pollina «Firenze è sì capoluogo, ma non capitale». Cosa chiede Domenici. Ovviamente tra l'arrivo di Rutelli e la proposta di legge di Forza Italia non c'è alcun legame politico. Però il fatto che il sindaco di Firenze, il diessino Leonardo Domenici, abbia chiesto al governo non una legge speciale - come Amato - ma un finanziamento straordinario di 30 milioni di euro, di cui Rutelli dovrebbe venire a confermare l'impegno di palazzo Chigi, dà comunque l'idea di una condivisione largamente diffusa che il capoluogo deve tornare a contare di più. «Con questa Finanziaria, le città d'arte nostre dirette competitor come Roma e Venezia hanno infatti potuto accedere a rilevanti contributi mentre Firenze è stata completamente dimenticata», sottolinea Amato. Sognando i Lorena. Ora che Firenze reclami più soldi dal governo e dalla Regione è abbastanza scontato. Come sottolinea il capogruppo regionale di An Maurizio Bianconi nel triangolo Firenze-Prato-Pistoia si concentra un terzo della popolazione toscana e gran parte del pil prodotto nella nostra regione. La novità è che si proponga una legge per riconoscere soldi e ruolo a Firenze. La Toscana dei mille campanili torna a sognare la capitale che Firenze fu ai tempi del Granducato dei Lorena. Anche un rappresentante autorevole della Maremma come l'ex sindaco di Grosseto Alessandro Antichi dice: ben venga Firenze capitale se questo serve a superare i localismi. «Firenze capitale significa un ruolo di moderazione per evitare la disgregazione causata dai municipalismi», spiega Antichi. Ma An è critica. Dietro la proposta di Firenze capitale non ci sono solo convenienze elettorali, ma anche una visione centralistica della Toscana. Di una Toscana granducale, fiorentinocentrica. «Che non tiene conto - polemizza Bianconi -che una città è capitale non per decreto ma per meriti acquisiti. Firenze dimostri di meritarsi di essere la capitale della Toscana. Ad oggi non lo ha dimostrato: non ha un ministro e una classe dirigente all'altezza, a cominciare dal sindaco». Se la destra si interroga e si divide sul ruolo di Firenze in Toscana, la sinistra per ora non si sbilancia e evita accuratamente di parlare di capitale. «Noi consideriamo lo sviluppo delle città toscane come condizione fondamentale per l'avanzamento economico e sociale di tutta la Toscana. Per cui abbiamo la costa per la logistica, Firenze per l'industria e così via», spiega l'assessore Conti. Lotta per il dopo-Martini. Ma sotto la coltre di risposte politicamente corrette si annidano interessi e ambizioni che anche a sinistra potrebbero vedere di buon occhio la proposta di legge di Forza Italia. La Firenze politica si sente poco rappresentata nello scacchiere del potere regionale. E dietro questa battaglia per Firenze capitale si intravede l'inizio di non poche guerre per contare di più. A Roma e in Regione. A cominciare dal duello per la successione di Martini. Che vede in campo i fiorentini Domenici e Conti contro i pisani Fontanelli e Rossi.