"Sbagliato pagare il debito". Lei: "Rispettato un impegno" Lei: "Un impegno che sanava un contenzioso e che era conveniente per lamministrazione" Ed è polemica anche con Peveraro su chi debba ricoprire il deficit dellente Saitta contro Bresso sul Mauriziano. Una battaglia condotta nellimminenza delle nomine ai vertici della Fondazione (che potrebbero essere fatte già dal prossimo Consiglio dei ministri). Una battaglia che divide il centrosinistra in Provincia e in Regione. Occasione dello scontro il dibattito in Consiglio provinciale. Introducendolo, Antonio Saitta ripercorre il calvario del Mauriziano iniziato, ricorda, «quando in Regione la giunta Ghigo elogiava lefficienza di Odasso e criticava Emilia Bergoglio», lallora presidente dellOrdine di San Maurizio. Accusa il centrodestra piemontese di aver portato lo stesso Ordine al collasso riducendo i pagamenti delle prestazioni sanitarie. E poi critica Bresso per la scelta della sua giunta di pagare la seconda tranche dei 50 milioni pattuiti da Ghigo e DAscenzo per ritirare i ricorsi legali dellOrdine contro la Regione. «Non condivido la scelta di Bresso - dice Saitta in aula - e prima che la giunta regionale pagasse le ho scritto una lettera mettendola in guardia dalle conseguenze». La lettera è del 5 ottobre 2005. Il 26 settembre la giunta regionale di centrosinistra aveva deciso di pagare. Il 1 settembre la Corte dei Conti aveva pronunciato la prima delle due sentenze di assoluzione nei confronti di Bergoglio e Zanetta: «È evidente che sulla base della suddetta pronuncia della Corte - aveva scritto Saitta a Bresso - non sussisterebbero più i presupposti di fondatezza degli atti assunti in passato dalla Regione e dal Commissario straordinario, compresi quelli di vendita del patrimonio immobiliare». Dunque cessava di validità, secondo Saitta, anche il patto Ghigo-DAscenzo che scambiava 50 milioni con la rinuncia del Mauriziano a pretendere dalla Regione il pagamento di una cifra sei volte superiore. Pagando le seconda tranche dei 50 milioni, era il ragionamento di Saitta, anche Bresso avrebbe avallato il patto sottoscritto da Ghigo. Perché la Provincia, che non ha competenze in sanità, sceglie di attaccare oggi la Regione? «La Provincia - risponde il presidente - mantiene la sua linea di coerenza. È sempre intervenuta nelle vicende mauriziane anche quando la Presidente era Bresso. Diciamo che oggi critichiamo Bresso in coerenza con quanto ha sempre sostenuto Bresso». La replica della Presidente arriva a stretto giro di telefonata: «Sulla vicenda - risponde Bresso - manca ancora la chiarezza giuridica. Abbiamo pagato i 25 milioni perché erano la seconda rata di un impegno assunto a suo tempo dallamministrazione regionale. Un impegno che sanava un contenzioso ed era conveniente per lamministrazione regionale. Nellinteresse dei cittadini, non potevamo non pagare». Bresso non è comunque lunico obiettivo di una polemica che vede alleati in Provincia Saitta e il capogruppo Ds, Stefano Esposito. Al centro dello scontro ci sono anche le posizioni dellassessore regionale al bilancio, Paolo Peveraro: «La Regione - aveva detto Peveraro - non deve più pagare una lira perché ha rispettato il protocollo», cioè il patto Ghigo-DAscenzo. Chi deve pagare dunque? Per lassessore regionale tocca allo Stato risanare il deficit. E se lo Stato non metterà i soldi, verranno recuperati dalla vendita dei beni del Mauriziano. Contro questa posizione interviene in aula il capogruppo diessino: «Continuare a vendere i terreni - dice Esposito - può essere molto pericoloso. Visto che dalla vendita sono stati beneficiati, nel corso del tempo, autorevoli esponenti di governo». I nomi? Esposito non ne fa ma ricorda che «sulla vendita dei terreni di Rosta è in corso unindagine della magistratura».
PIEMONTE: Saitta attacca la Bresso sui conti del Mauriziano
Il presidente della Provincia di Varese, Antonio Saitta, polemizza con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Bresso, su chi debba ricoprire il deficit dellente Saitta contro Bresso sul Mauriziano. Saitta accusa Bresso di aver portato lo stesso Ordine al collasso riducendo i pagamenti delle prestazioni sanitarie. Bresso risponde che ha pagato i 25 milioni per ritirare i ricorsi legali dellOrdine contro la Regione. Saitta critica Bresso per la scelta di pagare la seconda tranche dei 50 milioni pattuiti da Ghigo e DAscenzo. Il presidente della Provincia sostiene che Bresso avrebbe avallato il patto sottoscritto da Ghigo.
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