L'appello di Roma, come lo chiamano, «per il momento» è solo parole. Però, bellissime. «Distribuire semi di critica, contestazione e sogno», ad esempio. O: «La resistenza della cultura». O anche, «utopie realiste». Che nascono a Roma, adesso, dall'incontro di ministri della Cultura, o ex ministri di Italia, Francia, Brasile e Portogallo. Dall'impegno di intellettuali e artisti sudamericani subito raccolto dalla città che, come dice il francese Jack Lang «nell'Italia di adesso, è un'oasi». Arriveranno prima a Barcellona (da maggio a settembre 2004) e infine a San Paolo (a ottobre). Lì, sarà approvato il Manifesto mondiale. Di quella che può meritare una definizione d'altri tempi, l'internazionale della cultura. Veltroni annuncia «pressioni sui governi. E soprattutto - dice - ciò che vogliamo fare è impedire che la cultura sia trattata come un tondino di ferro, commercializzata come un qualsiasi prodotto. Aiuteremo il Brasile con azioni concrete, inoltre». Il ministro brasiliano (in carica) è Gilberto Gil, ieri sera in concerto (in platea, il ministro Giuliano Urbani) : in Campidoglio, spiega che, insieme con il presidente Lula, sta puntando su artisti e intellettuali, sulla cultura tutta, compresa quella «creativa dei ninos de rua». Jack Lang (Francia) ironizza sul governo: «I vostri ministri? Pittoreschi. Berlusconi? E' ostile alla cultura». Al di là delle polemiche, loda Roma, «in pochi anni è diventata di prima qualità», e spiega cosa, insieme con i colleghi, sta contribuendo a far nascere: «Una risposta. Necessaria, in quest'epoca nella quale la cultura è ostacolata». Il portoghese Manuel Carrillo dice che l'obiettivo dell'appello di Roma è «sconfiggere ogni forma di apartheid, da quello razziale a quello economico». Parole che, dicono, porteranno fatti: «La resistenza culturale come leva per arrivare alla giustizia sociale». Per non dividere il mondo in Nord e Sud, o in ricchi e poveri. Per arrivare alla pace, anche. Parole bellissime. Per il momento, solo queste.
Un'internazionale per salvare la cultura dall'assedio
L'appello di Roma, un'iniziativa internazionale di intellettuali e artisti, è un'occasione per la cultura di resistere e di sconfiggere ogni forma di apartheid. L'appello è stato lanciato da ministri della Cultura di Italia, Francia, Brasile e Portogallo, e sarà approvato a San Paolo in ottobre. Il ministro brasiliano, Gilberto Gil, ha espresso il desiderio di aiutare il Brasile con azioni concrete per proteggere la cultura. L'appello di Roma è un'occasione per unire le culture del mondo e per arrivare alla pace e alla giustizia sociale. La resistenza culturale è considerata una leva per sconfiggere l'apartheid economico e per ridurre le divisioni tra Nord e Sud.
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