La legge di trasformazione degli Enti lirici, varata nel 1998, che regola le Fondazioni lirico-sinfoniche, non ha dato i risultati auspicati per il San Carlo in quanto le entrate del nostro Massimo continuano ad essere in gran parte garantite da fondi pubblici (nove milioni da parte di Regione, Provincia e Comune). In precedenza gli enti lirici erano totalmente sostenuti dallo Stato, che dal dopoguerra era intervenuto almeno due volte per ripianare i disavanzi di bilancio degli Enti. La creazione delle Fondazioni doveva invece incentivare lingresso nelle stesse del capitale privato, ma ciò si è verificato solo per la Scala di Milano, in cui il sostegno dei privati è stato determinante fino a raggiungere il 60 per cento delle entrate. Ora la situazione del San Carlo è critica perché il Teatro si appresta a chiudere il bilancio del 2006 con un deficit di circa cinque milioni, anche in conseguenza del taglio dei fondi (tre milioni) intervenuto da parte del precedente governo. Il Soprintendente Lanza Tomasi ha dichiarato alla stampa che sarebbe molto utile azzerare il debito pregresso, ma che è soprattutto importante reperire i mezzi necessari per lattività corrente del teatro, quantificabili in tre milioni lanno, che potrebbero arrivare dai privati. Al riguardo il sindaco Rosa Russo Iervolino, che è presidente della Fondazione San Carlo, ha deciso di prendere in mano la situazione: riferirà opportunamente al presidente del consiglio, Romano Prodi, che sarà a Napoli domani, della crisi del San Carlo, ma si propone altresì di appellarsi al presidente della Repubblica e al vicepremier Rutelli, che è ministro per i beni culturali. Non solo - atteso che non ha trovato disponibilità da parte degli industriali locali e delle banche - il sindaco intende recarsi a Milano per chiedere il sostegno degli imprenditori milanesi che dimostrano concretamente il loro impegno finanziario per la sponsorizzazione del teatro alla Scala. Italia Nostra esprime compiacimento per limpegno del sindaco Iervolino sulla vicenda del San Carlo, ma nel contempo rivolge un pressante appello agli industriali napoletani a intervenire per superare la crisi finanziaria del Teatro ed evitare lenorme discredito per la città di Napoli della impensabile chiusura di una delle istituzioni più care ai napoletani e di grande tradizione culturale e artistica, nonché di fama internazionale.
LA LETTERA Italia Nostra agli industriali "Sanate i debiti del San Carlo"
La legge di trasformazione degli Enti lirici del 1998 ha non risolto i problemi del San Carlo, che continua a dipendere in gran parte da fondi pubblici. Il teatro si appresta a chiudere il bilancio del 2006 con un deficit di circa cinque milioni. Il Soprintendente Lanza Tomasi ha dichiarato che sarebbe utile azzerare il debito pregresso, ma che è importante reperire i mezzi necessari per lattività corrente del teatro. Il sindaco Rosa Russo Iervolino, presidente della Fondazione San Carlo, ha deciso di prendere in mano la situazione e ha deciso di recarsi a Milano per chiedere il sostegno degli imprenditori milanesi.
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