Clamoroso epilogo per la mostra "BiancArte" in esposizione a Palazzo Cabrino: la procura nomina un pool di esperti per valutare i quadri -------------------------------------------------------------------------------- Chiude la mostra, ma invece del collezionista che ha fornitoo i quadri arrivano i Carabinieri e il magistrato a sequestratre il tutto. Motivo: i quadri sarebbero falsi. E che falsi! Degas, Monet, Hayez: "pezzi da novanta" dell'Ottocento, in mostra dal 23 dicembre (in concomitanza con la notte bianca novarese) al 7 gennaio scorso, quadri "inediti" o "poco noti" che nel periodo delle festività centinaia di persone hanno potuto ammirare a Palazzo Cabrino, sede del Municipio. Se non altro, la mostra ha avuto costo zero tanto per il Comune quanto per i visitatori. Sulla qualità dei quadri in mostra circolavano già da tempo dei sospetti. Una precedente mostra a suon di Picasso e Warhol, Basquiat, Kandinsky, Munch, Duchamp... e presentata la scorsa primavera sempre nel Municipio novarese dal medesimo collezionista, sarebbe già stata messa in dubbio da qualche critico, ma all'epoca la cosa era passata sotto silenzio: si era sotto elezioni e si volevano evitare strumentalizzazioni. È stato il critico d'arte de "La Stampa" Marco Rosci a smascherare come falsi i 14 dipinti esposti nel periodo natalizio; a quel punto il sindaco Massimo Giordano ha lasciato concludere la mostra, ma non prima di aver contattato Soprintendenza ai beni artistici e Carabinieri e di aver deciso che d'ora in poi sarà un apposito comitato scientifico a valutare in anticipo le opere. I militari dell'Arma si sono presentati ieri con gli uomini del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Torino, accompagnati da un magistrato della Procura novarese, sequestrando le opere e affidandole al Comune, che le ha spostate in altro luogo. Per ora non risulterebbero indagati: la Procura di Novara sta provvedendo a nominare un pool di esperti specialisti dei singoli autori in mostra per verificare l'autenticità o meno dei dipinti. Al centro del ciclone sono finiti la curatrice della mostra, una nota docente, critica d'arte ed organizzatrice di eventi culturali, e il collezionista, un uomo di Borgomanero attivo da un trentennio nel commercio di opere d'arte, di cui a lungo si è cercato di mantenere riservato il nome. Entrambi hanno avuto ampio modo di precisare la loro posizione sulla stampa locale, dicendosi sereni e in assoluta buona fede. Se la buona fede è generale, tuttavia, rischia di esserlo anche la figuraccia.
Novara - Degas, Monet, Hayez: tutti falsi, la mostra la chiudono i Carabinieri
La mostra "BiancArte" a Palazzo Cabrino è stata chiusa anticipatamente a causa di sospetti sulla qualità dei quadri in mostra. I Carabinieri e il magistrato della Procura di Novara hanno sequestrato le opere e hanno iniziato a valutare la loro autenticità. I dipinti in mostra erano stati forniti dal collezionista, che è stato identificato come un uomo di Borgomanero. La curatrice della mostra e il collezionista hanno dichiarato di essere in buona fede. La Procura di Novara sta nominando un pool di esperti per verificare l'autenticità dei dipinti. I quadri in mostra erano stati esposti dal 23 dicembre al 7 gennaio scorso.
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