All'italico grido di volemose bbene, il Ministero dei Beni Culturali sta cercando di chiudere il primo round che lo oppone al mondo della danza e detta musica. Ecco che dovrebbero arrivare altri 12 milioni di euro da aggiungere al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo) per il 2003. Usciti dal cilindro del ministro Urbani, che nello spettacolo insidia così la fama del mago d 'Arcella, questi soldi servirebbero a tacitare compagnie dì danza e associazioni concertistiche, rimaste vittime di uno strano esperimento. Nelle recenti delibere di finanziamento infatti al nome di ogni operatore corrispondevano due colonne: la A, il mondo dei sogni, con aumenti dei finanziamenti più o meno cospicui un po' per tutti. Poi la B, come brusco risveglio alla realtà: visto che gli aumenti superavano i fondi a disposizione, tagli in percentuale variabile (per le associazioni concertistiche la decurtazione era del 19,50). Una delibera di finanziamento con soldi virtuali e reali non si era mai vista, ed epidemiologicamente si chiama contagio: è il virus Tremanti della finanza creativa che Finanze è passato ai Beni Culturali. A quanto pare la brillante idea è venuta alla Direzione dello Spettacolo dal vivo, e per rimettere le cose a posto ecco i nuovi fondi da dividere però tra molti, quindi resta il dubbio se basteranno. Alla peggio, nuova pesca nel cilindro del ministro e via... Par di tornar giovani, nei mitici anni '60, quando i finanziamenti erano integrati due o tre volte l'anno per l'incapacità di programmazione del Ministero allora del Turismo e dello Spettacolo. Non che dopo si sia brillato per lucidità nello stanziare i soldi per la cultura - questo per la verità s'è sempre evitato. Si era però cercato di evitare la grottesca situazione per cui a fine luglio una compagnia di danza o un'associazione concertistica non sa su quali soldi poter contare per una stagione trascorsa già per metà. E si consideri che è ancora oscuro quando e in che misura i soldi arriveranno: infatti si ventila di ridurre dall' 80 al 50 l'anticipo del finanziamento (curioso uso dell'espressione «anticipo» 2003, visto che forse arriverà a settembre). Evidentemente al Ministro Urbani la situazione sta sfuggendo completamente dalle mani, i capi divisione del ministero giochino a finanza creativa, ed è soprattutto il lui responsabile della nomina di pessime commissioni per la delibera dei finanziamenti. Se si guarda alla colonna A delle delibere è facile accorgersi che esce trionfante l'esecranda politica dei finanziamenti a pioggia e il suo lato oscuro, quello delle vendette trasversali. L'incompetenza dei commissari li rende vulnerabili alle pressioni, e l'occhio critico che osservi gli aumenti più cospicui - molti - è stimolato a interpretarli come il corrispondente di una sigla. Dietro ognuno di essi sembra celarsi il nome di un eletto dal popolo, - e qui è triste notare che la locuzione eletto dal popolo ogni giorno di più acquista valore negativo causa il comportamento dei medesimi. Il che di solito prelude a guai anche peggiori.
Danza e concerti. Il governo non vuole artisti ma accattoni
Il Ministero dei Beni Culturali sta cercando di chiudere il primo round di finanziamenti per il 2003, che prevede l'aggiunta di 12 milioni di euro al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo). I soldi serviranno a tacitare le compagnie di danza e le associazioni concertistiche che sono state vittime di uno strano esperimento di finanziamento. I fondi sono stati stanziati con due colonne: la A, che corrisponde al mondo dei sogni, e la B, che rappresenta la realtà. La B è stata caratterizzata da tagli in percentuale variabile, con decurtazioni del 19,50% per le associazioni concertistiche.
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