L'affondo del sindaco: «Nessun sostegno da industriali e istituti di credito. Cercheremo sponsor a Milano» «II San Carlo lo possono salvare solo i milanesi, i loro soldi». Il sindaco, che nel giorno dell'Epifania disse: «Dagli industriali mi aspetto più fatti e meno chiacchiere», processa ancora la classe produttiva. Il Massimo napoletano - questa la sua riflessione - sta morendo. Necessita di fondi che dalla città non arrivano. Sordi all'appello i privati, ma anche le istituzioni che sono perennemente in affanno sui conti. «Il teatro - spiega il sindaco - è in crisi, produce eventi straordinari ma ormai a livello finanziario non regge più. A Prodi giovedì ricorderò la situazione, che è grave. Il San Carlo rischia di unire all'altissima qualità della produzione, la prima ha avuto un riscontro internazionale enorme, alle grandi difficoltà di bilancio. Anche il San Carlo è un patrimonio storico a cui Napoli non può rinunciare». L'appello del sindaco trova d'accordo il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi: «Sono d'accordo - dice - con la sua presa di posizione». Negli ultimi anni il teatro è sopravvissuto grazie a molti sacrifici fatti da Comune e Regione. Per ricapitalizzare il Massimo napoletano, Palazzo San Giacomo ha dovuto girare al teatro un immobile, altrimenti già l'anno scorso il buco nelle casse avrebbe provocato la bancarotta «Andrò a Roma - conclude il sindaco - dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e andrò anche dal vicepremier Francesco Rutelli che è ministro per i beni culturali. Poi assieme al vicepresidente Fulvio Tessitore andremo a Milano, visto che su Napoli, né da parte degli industriali né da parte delle banche abbiamo trovato aiuto. Ci rivolgeremo a loro, ai milanesi». Saranno dunque i meneghini a salvare il San Carlo, il teatro che è stato spesso palcoscenico del più celebre dei direttori di orchestra, il napoletano Riccardo Muti? E chissà cosa ne pensa invece Salvatore Accardo, il violinista più accla-mato del pianeta, napoletano doc ed ex direttore del San Carlo. Accardo che alla sua città, per festeggiare i suoi 50 anni di carriera, ha regalato una esibizione nella Cappella palatina suonando con il suo Stradivari. Di certo al San Carlo le hanno provate tutte per diversificare la mission e fare nuovi incassi. Il foyer del teatro - per esempio - è stato utilizzato per ospitare sposi che così hanno celebrato le loro nozze in un vero tempio della musica. In cambio, ritappezzarono tutti i divani e sostituirono le logore tende alle finestre. E prima ancora, sotto 0 palco reale sfilarono splendide ragazze per un catalogo di lingerie. Quasi un presagio delle sorti del Massimo napoletano.