Sponsor milanesi il San Carlo li ha già. Saranno un gruppo di imprenditori meneghini a garantire i circa 800mila euro necessari alla tournée che il teatro napoletano farà alla Scala, in ottobre, con due repliche del «Socrate immaginario» con la regia di Roberto De Simone e un concerto diretto da Tate. Per il resto il teatro s'appresta a chiudere il bilancio 2006 con un deficit che s'aggira intorno ai cinque milioni. «Un anno orribile», lo definisce il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi, «dallo Stato abbiamo avuto in meno più di tre milioni e non abbiamo aumentato le spese, anzi, abbiamo apportato un certo contenimento, pur con il lievitare del costo della vita. Ma possiamo recuperare abbastanza nel 2007». Le spese fisse sono consistenti, si parla di circa 24 milioni l'anno per il personale, cui vanno aggiunti almeno otto milioni per allestimenti e artisti ospiti, ovvero spese che garantiscono la funzionalità minima del teatro. A queste fanno fronte i 9 milioni di Regione, Provincia e Comune e i fondi del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, attestati nel 2006 a circa 14 milioni. Una cifra irrisoria se si pensa che nel 2001 era di circa venti milioni. Ma i tagli effettuati dal passato governo sono stati come una scure sulle finanze già deboli del San Carlo, come di tutte le altre fondazioni liriche italiane. Che non navigano nell'oro. Unica eccezione la Scala, forte di un sostegno dei privati che va oltre il 60 per cento delle entrate su un bilancio circa 109 milioni. A Napoli la situazione è completamente all'inverso: le entrate del teatro sono garantite, perlopiù da fondi pubblici. Tre milioni e mezzo arrivano dal botteghino, 2.900mila da «vendite varie», ovvero sponsor che finanziano progetti (concerti, fitto della sala, eventi vari). Solo un milione arriva dai soci sostenitori. Da quest'anno 800mila euro in più l'anno potrebbero arrivare dalla Regione che dovrebbe varare la legge per lo spettacolo. «Ma non basta», osserva Lanza. «Sarebbe necessario - suggerisce il sovrintendente - cercare di chiudere il pregresso e lavorare sull'esercizio, ovvero chiedere a privati di sostenere l'attività corrente del teatro. Basterebbero tre milioni l'anno. E il ritorno d'immagine è garantito».
San Carlo. Pool di imprese per la tournée alla Scala ma chiude in rosso anche il bilancio 2006
Il San Carlo di Napoli ha un deficit di circa cinque milioni di euro nel 2006. Il teatro ha ricevuto 9 milioni di euro da Regione, Provincia e Comune, e 14 milioni di euro dal Fondo unico per lo spettacolo. Le spese fisse sono consistenti, con 24 milioni di euro per il personale e 8 milioni per allestimenti e artisti ospiti. Il teatro ha ricevuto 3,5 milioni di euro dal botteghino e 2,9 milioni da vendite varie. Il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi suggerisce di cercare di chiudere il pregresso e lavorare sull'esercizio, chiedendo a privati di sostenere l'attività corrente del teatro.
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