La Regione entra nel parco di Tuvixeddu. E blocca tutto. Stop alla costruzione di una palazzina in viale Sant'Avendrace. Con tanto di sigilli e denuncia alla Procura. E oggi tocca a via Is Maglias: gli uomini della Forestale - così ha annunciato l'assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Cannoni - fotograferanno tutto il cantiere. E chiederanno a Coimpresa perché i lavori, dopo il Piano paesaggistico regionale, non sono stati ancora sospesi. POTREBBE ESSERE il primo passo di una procedura che rischia di portare, anche lassù, a sigilli e espropri. Motivo? Il presidente della Regione Renato Soru vuole un parco aperto. Accessibile da ogni parte della città. Il parco disegnato nell'accordo di programma, sempre secondo Soru, non rispetterebbe queste esigenze. La guerra al cemento sul colle è iniziata ieri mattina in viale Sant'Avendrace: i Rangers della Forestale hanno chiuso il cantiere dell'impresa Cocco. E apposto i sigilli. Che significano cantiere bloccato per novanta giorni. E forse per sempre: il governatore ha annunciato ieri pomeriggio che per quel lotto sarà richiesto l'esproprio per pubblica utilità con una delibera di Giunta. Ma la vera partita comincia oggi. Soru ha dichiarato guerra anche al cantiere più esteso, quello di Coimpresa, dalla parte di via Is Maglias. IL RAGIONAMENTO del governatore è semplice: il Ppr è più forte dell'accordo di programma del 2000. E quindi sono mille, sempre per la Regione, tutte le concessioni edilizie successive al piano. Ma non solo: anche le concessioni edilizie rilasciate prima del piano paesistico, se i lavori non sono ancora cominciati, sono a rischio. Nel senso che i lavori potrebbero essere sospesi da un giorno all'altro. Così hanno spiegato lo stesso Soru e l'assessore regionale all'Urbanistica Gianvalerio Sanna: «Prima di iniziare i lavori, anche con una concessione edilizia antecedente al Piano paesistico, bisogna verificare la compatibilità con il nuovo Ppr». L'errore, insomma, in cui sarebbe incorso l'impresa Cocco. E che è costato ieri l'intervento della Forestale. Riassumendo: lavori in pericolo anche per Coimpresa. L'unica scappatoia, si intuisce tra le righe, potrebbe essere il tavolo d'intesa Regione-Comune e impresa. Con la revisione dell'accordo di programma di sei anni fa. Una soluzione pacifica. Ma questa mattina le cose potrebbero essere molto diverse: la Regione non scherza.