La Fotoscientifica di Parma realizza macchinari in grado di distinguere gli strati di scrittura nei documenti storici. Una rivoluzione per l'archeologia Leggere tra le righe è spesso faccenda complicata ma, spesso, fondamentale per la ricostruzione dei significati. Nella lettura che va oltre il dato immediatamente percepibile, la Fotoscientifica di Parma è leader a livello internazionale: nata nel 1963 nel campo della comunicazione per immagini, è approdata nel 1994 al settore della riproduzione digitale di documenti antichi, con l'obiettivo di recuperare e restituire alla comprensione le memorie nascoste e invisibili. I titolari Finzi e Broia, con il supporto di ingegneri e tecnici specializzati, hanno cominciato a progettare, brevettare e costruire macchine in grado di leggere oltre il visibile «attraverso» i fogli. Le macchine di Fotoscientifica sono in grado di scoprire i diversi strati di scrittura contenuti in antichi codici, papiri e pergamene ricostruendo tutti i passaggi vissuti da documenti che spesso venivano riciclati per recuperare il supporto o cancellati e riscritti per motivi di censura. In questo modo è stato possibile, per esempio, ricostruire il testo dei «palinsesti» di Torino bruciati nel 1904 oppure scoprire un trattato giuridico di cui nessuno ipotizzava l'esistenza all'interno dello Stradone vaticano, l'atlante di duemila anni fa su cui l'azienda fece un test nel 1998. «La svolta è arrivata quando abbiamo colto le enormi potenzialità della fotografia digitale applicata ai beni culturali - dice Daniele Broia - con il cofinanziamento del MIUR e due anni di progettazione abbiamo realizzato una macchina a scansione multispettrale unica nel suo genere che permette di rileggere pergamene e palinsesti». È il sistema optoelettronico complesso battezzato Re.Co.Rd (Recupero, Conservazione, Ripristino Digitale) che partendo dall'acquisizione digitale diretta multispettrale ad alta definizione permette di giungere alla restituzione delle immagini realizzando database e software personalizzati. Il macchinario derivato dal sistema Re.Co.Rd, chiamato Mondo Nuovo, è stato commissionato dal Ministero per i Beni Culturali per 30 biblioteche italiane che possiedono fondi documentari antichi. Attualmente la Fotoscientifica sta lavorando alla realizzazione di un nuovo macchinario, evoluzione dei precedenti brevetti, che permetterà la visualizzazione tridimensionale delle filigrane. In fase di collaudo una nuova macchina per la scansione multispettrale, la cui caratteristica principale è l'essere di dimensioni ridotte e quindi facilmente trasportabile: su di essa ha già messo gli occhi la più grossa azienda tedesca del settore. Alla fine del mese di gennaio la Fotoscientifica consegnerà un macchinario che permette di archiviare i reperti archeologici in 3D. Impiega 13 persone, ha ottenuto recentemente un premio da Banca Unicredit per l'innovazione e nel 2005 ha fatturato circa un milione di euro. «Si è trattato di un anno particolare - spiega Daniele Broia - perché dedicato alla progettazione di nuove macchine. In precedenza abbiamo raggiunto anche cifre doppie. Purtroppo sulla nostra attività pesano i tagli continui ai bilanci dei nostri clienti di riferimento, come archivi e biblioteche pubbliche».