Dalla via Appia al Gran Tour, i percorsi di fede, commerci e migrazioni e della transumanza Fino al 26 gennaio a Bari vecchia si può visitare la mostra fotografica "Cento itinerari più uno" Crocevia del Mediterraneo, la Regione è stata luogo di passaggio e dincontro al centro del Medioevo Curata da Giorgio Otranto lesposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio e dallAteneo ----------------------------------------------------------------------------- Un crocevia chiamato Apulia. Fin dallantichità nella regione si svilupparono molteplici itinerari. Dalla fede ai commerci fu una crescita continua di percorsi che diventarono il primo nucleo di una rete viaria diffusa. Una ricostruzione puntuale è contenuta nella mostra fotografica "Cento itinerari più uno in Puglia", in corso fino al 26 gennaio nella sede del dipartimento di Studi classici e cristiani, a Bari vecchia. Nato da uniniziativa dellarchitetto Ugo Soragni, durante il suo mandato di direttore generale per i Beni e le attività culturali, il progetto espositivo prende spunto dalla Tabula Peutingeriana, la più antica carta stradale di tutto il mondo conosciuto, risalente al IV secolo dopo Cristo. Vengono così ricostruiti i percorsi della fede, dei commerci, della transumanza, ma soprattutto viene riproposto lapproccio dei viaggiatori stranieri nella nostra terra nei secoli XVII e XVIII. Un paziente lavoro di ricerca coordinato dal professor Giorgio Otranto, direttore del dipartimento di Studi classici e cristiani dellUniversità di Bari, che ha promosso la mostra insieme con la fondazione Cassa di risparmio di Puglia. «La Tabula Peutingeriana - spiega il professor Otranto - è uno dei documenti più rilevanti che il mondo antico abbia trasmesso. Presenta la carta stradale dEuropa, Asia e Africa, i tre continenti che costituivano lintero mondo conosciuto dagli antichi intorno alla metà del IV secolo dopo Cristo». Il materiale raccolto nella mostra dimostra che, fin dallantichità, i più importanti percorsi dEuropa contemplavano anche le Terre dApulia. Si viaggiava per diversi motivi: per ampliare le proprie conoscenze, per lavoro, per diporto, per partecipare a campagne militari, ma anche per motivi religiosi. In Puglia si svilupparono itinerari legati alle attività economiche. Grande rilievo, nella rassegna, viene assegnato alle vie della transumanza, un fenomeno diffuso già in età romana, consolidatosi nei secoli successivi e in età medievale. Altrettanto sviluppati erano i percorsi legati alle attività economiche. Già nel I secolo avanti Cristo, per esempio, il territorio pugliese era coinvolto in attività di esportazioni transmarine di vino, olio e grano, indirizzati verso i mercati dellAdriatico, del Mediterraneo orientale e di quello occidentale. La presenza di strade ha condizionato il destino di alcune città pugliesi. Quei percorsi consentivano lincontro fra una moltitudine di popoli, veicolandone di fatto anche le idee e le fedi, le conoscenze scientifiche e la cultura artistica. La Puglia, crocevia dei rapporti mediterranei, nel corso dei secoli è stata terra di passaggio e luogo dincontro, confronto e contaminazione per latini, longobardi, bizantini, slavi, armeni, ebrei e saraceni. Non meno rilevante fu il passaggio dei pellegrini diretti in Terra Santa. La Puglia assunse un ruolo di primo piano nellItinerarium Burdigalense, redatto nel IV secolo da un pellegrino di Burdigala, lodierna Bordeaux. Un documento eccezionale che rivela larticolazione delle strade dellImpero, offrendo una descrizione minuziosa delle stazioni di posta e dei luoghi deputati al riposo e alla sosta. Altrettanta importanza, negli itinerari verso la Terra Santa, ebbe la Via sacra Langobardorum, la cui denominazione è legata alla presenza dei Longobardi sul Gargano e alla loro politica di diffusione in Europa del culto dellArcangelo Michele di Monte SantAngelo. Un posto di primo piano fu assegnato alla Puglia anche nel sistema stradale romano. La costruzione della via Appia fu avviata dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 avanti Cristo per migliorare i collegamenti fra Roma e Brindisi, il principale porto dellItalia meridionale per lOriente. Poi, la via Traiana, nel 109 dopo Cristo, che raggiungeva Bari, Egnatia e Brindisi e i cui resti sono visibili ancor oggi in molte zone della Puglia. In tempi più recenti, nel 600, 700 e 800, numerosi viaggiatori stranieri, soprattutto inglesi e francesi, visitarono lItalia durante il tradizionale Gran Tour. La Puglia diventò lepicentro di un Petit Tour: i viaggiatori andavano alla ricerca delle testimonianze normanno-sveve di cui la regione è ricca. Attraverso resoconti, incisioni e disegni i visitatori offrono memorie visive della Puglia. La mostra riproduce gli itinerari dei visitatori più famosi: il francese Jean Baptist-Claude Richard, abate di Saint-Non; gli inglesi Janet Ross, Henry Swinburne e Keppel Craven
la Repubblica
9 Gennaio 2007
Puglia, latlante delle strade racconta 2mila anni di storia
RA
Raffaele Lorusso
la Repubblica
La mostra fotografica "Cento itinerari più uno" a Bari vecchia esplora i percorsi di fede, commerci e migrazioni nella regione di Puglia. Il progetto prende spunto dalla Tabula Peutingeriana, la più antica carta stradale del mondo conosciuto, risalente al IV secolo dopo Cristo. La mostra ripropone i percorsi della fede, dei commerci, della transumanza e dei viaggiatori stranieri nella regione nei secoli XVII e XVIII. Il materiale raccolto dimostra che fin dall'antichità i percorsi d'Europa contemplavano anche le Terre d'Apulia.
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