Iniziata 17 anni fa, da 6 la pulitura del monumento è ferma a metà Dopo l'interruzione del lavori nel 2003, quando venne concluso l'intervento sul gruppo bronzeo della Sestiga, il granito dell'Arco della Pace è rimasto per metà lindo e per metà annerito: un fornice è stato ripulito, l'altro è ancora oggi in attesa di restauro. Secondo la Sovrintendenza, I lavori dovevano riprendere lo scorso settembre. È verosimile pensare che, una volta terminata la pulizia dell'imponente granito, bisognerà ricominciare tutto da capo. Oggi è metà lindo e metà annerito, ma poi sarà passato così tanto tempo da richiedere un nuovo restauro, lì di anni, dall'inizio dei lavori all'Arco della Pace, ne sono già passati diciassette. Lo scorso luglio, la Sovrintendenza aveva promesso che a settembre sarebbero ripresi i lavori, precisando che era inutile smontare gli orribili pannelli di cinta, perché di lì a mesi sarebbero stati rimontati. E' gennaio e al monumento ottocentesco del Gagnola non si è vista anima viva. «E' una vergogna, noi siamo increduli», spiega Livio Selvaggio, portavoce del comitato cittadino "Pro Arco". Il tempo ha confuso la memoria ai residenti, ma i restauri in piazza Sempione dovrebbero essersi interrotti più o meno nel 2000. Da allora, il monumentale Arco domina la piazza metà bianco e metà nero, un fornice restaurato, l'altro in attesa. Identica sorte per i due caselli ai lati dell'arco. Uno mediocremente restaurato, adibito a sede di un circolo per anziani e di un'associazione di sub. L'altro abbandonato, coi vetri rotti e sudici, tina volta rifugio di senzatetto, oggi blindato da cancellate di legno. «Non ci si può nemmeno avvicinare all'Arco e a quell'edificio per l'odore dei rifiuti e degli escrementi tutt'intorno», spiega Giac Gasale, del comitato "Piazza della Pace", «se lo scopo è invitare al passeggio in una delle zone più preziose della città, il Comune se n'è proprio dimenticato». Per questo la piazza è perennemente desolata e vuota, salvo la sera, quando la riempiono i locali di corso Sempione. Residenti e comitati non si sono ancora arresi e a metà gennaio vogliono tornare a interpellare il settore Demanio di Palazzo Marino. «Anche se il problema», precisa Selvaggio, «è che il Comune rimpalla alla Sovrintendenza, e la Sovrintendenza al Ministero dei beni Culturali». Quello che più infastidisce gli abitanti della zona è la recinzione metallica, coperta di graffiti e ostacolo alla visuale della prospettiva sul Castello Sforzesco. «Avevamo ottenuto di togliere, dopo anni, le alte impalcature che erano servite a restaurare le statue della Sestiga», spiega Ludovico, che vive affacciato sulla piazza dal 1975, «ma poi hanno messo i pannelli dicendo che erano temporanei. Come no». Data l'immobilità del restauro, la proposta dei comitati è quella di «togliere i pannelli e recintare l'Arco a partire dall'aiuola, così da custodire la visuale», conclude Casale, «oltre a modificare l'illuminazione del monumento, con dei fari dal basso. Visto che di giorno è una piazza fantasma, che almeno di sera guardarla possa essere un piacere». L'OPERA L'Arco della Pace, alto 25 metri, venne iniziato nel 1807 da Luigi Cagnola per accogliere in modo trionfale l'arrivo di Napoleone in città. Dopo la disfatta di Waterloo la costruzione fu sospesa. L'opera fu ripresa nel 1826, per volere di Francesco I d'Austria, che decise di dedicare il monumento alla pace europea dei 1815. IL RESTAURO Iniziò nel 1990 l'intervento per restaurare le statue del gruppo bronzeo che rappresenta la Sestiga della Pace (opera di Abbondio Sangiorgio). A seguire, venne ripulito il granito di uno dei due fornici e quello dell'arco centrale, mentre il secondo fornice è ancora in attesa di essere restaurato. IL PROGETTO L'Arco del Cagnola doveva essere tra le priorità del progetto "Milano più bella", sollecitato dall'ex ministro Rocco Buttiglione nella sua ultima visita a Milano. I fondi previsti erano pari a 9mila euro, i lavori dovevano riprendere lo scorso settembre.
Sempione. Restauro mai terminato e l'Arco resta bianconero
L'Arco della Pace, iniziato nel 1807, è stato interrotto nel 2003 dopo l'intervento sul gruppo bronzeo della Sestiga. Il granito dell'Arco è rimasto per metà lindo e per metà annerito, con un fornice restaurato e l'altro in attesa. I lavori dovevano riprendere lo scorso settembre, ma non sono stati ripresi. I comitati cittadini "Pro Arco" e "Piazza della Pace" chiedono di togliere i pannelli di cinta e recintare l'Arco per custodire la visuale e modificare l'illuminazione. L'Arco è stato restaurato nel 1990, ma il secondo fornice è ancora in attesa.
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