Concessioni edilizie zombie in mezzo al parco di Tuvixeddu: ce n'è una in via Is Maglias, rilasciata l'8 agosto, ehefa più paura delle altre. E forse non è sola. Concessione zombie perché mezzo morta. O mezzo viva. Per la Regione è morta: secondo l'assessore Carlo Mannoni, siccome è stata rilasciata dopo il via al Ppr (25 maggio 2006), è nulla. Per Comune e Coimpresa, l'impresa di Gualtiero Cualbu che lavora e già vende case a Tuvixeddu, quella concessione edilizia è viva e vegeta. Primo, perché c'è un accordo di programma del 2000 che la tiene in salute. Secondo, perché, eventualmente, la legge del Ppr vale da settembre (e non da maggio). Da quando cioè il piano paesaggistico è entrato davvero in vigore. UNA SPECIE DI REBUS giuridico più complicato della regola del fuorigioco: vale di più un accordo di programma o un piano paesaggistico successivo al primo? Ai luminari del diritto, agli avvocati e soprattutto ai giudici l'ardua sentenza. Ma c'è il fattore Stato che rischia di scombinare le strategie degli avvocati di Comune, Coimpresa e Regione. Sì, in modo garbato, la lettera inviata nei giorni scorsi dall'assessore regionale Carlo Mannoni al sindaco di Cagliari fa capire che dietro la nullità (o presunta nullità) di tutti gli atti post Ppr ci potrebbe essere non solo la Regione. Ma anche il Ministero dei Beni culturali. Rispetto alle precedenti battaglie (perse a un passo dal Tar) della Regione questa è la vera novità. Il comunicato stampa della Regione è gentilmente minaccioso: «Mannoni ricorda nella lettera che l'area di Tuvixeddu è già stata individuata per la sua valenza nel Ppr, che la Regione ha costituito la Commissione con il compito di sottoporre alla dichiarazione di notevole interesse pubblico. Poi informa ufficialmente il sindaco di Cagliari che il ministero per i Beni culturali ha sollecitato i propri uffici territoriali ad avanzare anch'essi una proposta di notevole interesse pubblico per l'area». Come dire: mattone attento, se non ce la fa la Regione, ce la fa (sicuramente) lo Stato. Fermo restando che tutto potrebbe essere risolto più o meno a taral-lucci e vino intorno a un tavolo. D'intesa. L'unico messaggio di pace nella lettera dell'assessore Mannoni.