Sì, lo Stato sta pensando a Tuvixeddu. . Se non ci dovesse riuscire la Regione, a fermare le ruspe ci potrebbe pensare direttamente Roma. Domani il presidente della Commissione Cultura Pietro Folena sarà a Cagliari per un sopralluogo alla necropoli e a palazzo Aymerich. «Una prima fase di studio- dice- servirà a chiarirmi meglio le idee su quello che sta succedendo. Farò un resoconto di quello che vedrò a Tuvixeddu e Castello. E interesserò della faccenda il ministro Rutelli. Sicuramente gli riferirò delle proteste delle associazioni ambientaliste». È il segnale che conferma quello lanciato dall'assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Mannoni. Che, in una lettera al sindaco di Cagliari Emilio Floris, annunciava (in modo garbato ma l'annunciava) l'ingresso in campo dello Stato sulla vicenda Tuvixeddu. «Voglio rendermi conto di persona della situazione- dice Folena- è chiaro che non possiamo permettere che beni di questa rilevanza possano essere massacrati per esigenze privatistiche». Un intervento, quello dello Stato, che potrebbe chiudere per sempre la sfida tra Regione e Comune sul colle tra via Is Maglias e viale Sant'Avendrace. Nel senso che lo Stato darebbe ragione alla Regione. « La Regione Sardegna - spiega Folena- ha sufficiente autonomia per decidere da sola quello che deve fare. La Giunta ha manifestato, direi in modo abbastanza chiaro, la sua posizione critica nei confronti di ciò che succede a Tuvixeddu. E ci sembra un parere molto autorevole e per noi parecchio significativo». Che cosa possa succedere nelle prossime settimane dipende dall'esito del sopralluogo di domani. LA STRATEGIA di azione dello Stato potrebbe essere quella già applicata in altre parti d'Italia. «È molto importante il parere delle Soprintendenze-dice Folena- quando hanno già dato un parere favorevole ai lavori, certo, la situazione è più complicata. Abbiamo già aperto partite come quella di Tuvixeddu per un insediamento edilizio nel mantovano, vicino al lago di Garda. E, stiamo parlando di questi ultimi mesi, anche a Monticchiello, in Toscana». In quell'occasione c'era stato l'interessamento diretto dello stesso ministro Rutelli Che per bloccare, o "mitigare", gli effetti di un insediamento abitativo in val d'Orcia aveva incontrato il sindaco di Pienza, il Comune che aveva rilasciato le concessioni edilizie. E, insieme, anche il presidente della Regione. «Partite ancora aperte- conferma Folena- ma intanto sono stati accesi i riflettori. Quello che speriamo accada anche per la situazione di Cagliari». Situazione che non riguarda solo Tuvixeddu e Tuvumannu, ma anche Castello e palazzo Aymerich: lì molti residenti stanno protestando con le lenzuola bianche. Come era successo solo per il rapimento del piccolo Farouk. DUE CASI CONTROVERSI, a Sant'Avendrace e a Castello. Da una parte le esigenze della storia e della città. Dall'altra quelle di chi qualche anno fa ha sottoscritto un accordo di programma. Che ora non viene più riconosciuto dalla stessa Regione che l'ha firmato. Vero, però, che c'è Regione e Regione: quella del 2000, l'anno in cui fu deciso il destino di Tuvixeddu, era di centrodestra come il Comune di Cagliari. E quella del 2006 è di centrosinistra. In mezzo le imprese, Coimpresa a Tuvixeddu e Saicogen a Castello. Che prima hanno avuto il via libera. Poi uno stop. E poi un altro via libera. Una questione ingarbugliata persine per gli avvocati. Messi in moto, per forza di cose, sia da Coimpresa, sia da Saicogen. La Regione, che da un Iato attacca le concessioni e dall'altro chiede l'intervento dello Stato, ha intenzione di ripartire dal vecchio accordo di programma. Il problema? Le nuove regole da seguire: la Regione vuole che qualche clausola sia riscritta daccapo.
Folena, blitz a Tuvixeddu lo Stato aiuta la necropoli
Il presidente della Commissione Cultura Pietro Folena sarà a Cagliari per un sopralluogo alla necropoli e al palazzo Aymerich. La Regione Sardegna ha manifestato la sua posizione critica nei confronti di ciò che succede a Tuvixeddu, ma il Comune di Cagliari ha già ottenuto il via libera per gli insediamenti edilizi. La Regione vuole ripartire dal vecchio accordo di programma, ma con nuove regole. La situazione è complicata e potrebbe richiedere l'intervento dello Stato. Le proteste delle associazioni ambientaliste e dei residenti sono aumentate, e il ministro Rutelli è interessato alla vicenda.
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