Sovrintendente dal 2002, lo nominò il nemico Sgarbi MILANO IL «SIGNOR NO» che fa infuriare il Comune. A ogni suo veto, una polemica: solo quest'inverno, prima il «no» al patinoire in Piazza Duomo, poi il «no» diventato «sì» dopo un diluvio di attacchi alla manifestazione del prossimo 11 gennaio con la fiaccola delle Universiadi di Torino, sempre in Piazza Duomo. L'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, per commentare le sue scelte, ha scomodato la dittatura dei mullah: «Khomeinismo allo stato puro». Addirittura. Lui, il «Signor No», è Alberto Artioli, 55 anni, dal marzo 2002 sovrintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Milano. Paradosso dei paradossi, a dargli l'incarico, quasi cinque anni fa, furono il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani e, soprattutto, il sottosegretario Vittorio Sgarbi, sì, proprio lui, che ora è il peggior nemico di Artioli. ROMANO di origine, Artioli si laurea in Architettura nel 1976 nell'Ateneo della Capitale con una tesi sulla composizione architettonica. Stampa una quarantina di pubblicazioni di carattere scientifico. Va a lavorare in Lombardia. Come funzionario per la Tutela ambientale e monumentale di Como e provincia cura più di trenta interventi di restauro di monumenti della città lariana: dalla Cattedrale alla Basilica di Sant'Abbondio, dal Broletto al rinascimentale Santuario di Saronno. Agli onori delle cronache, però, Artioli sale solo nel 2002, con la nomina a sovrintendente milanese e l'insediamento negli uffici di Piazza Duomo. Gli esordi sono soft. Rispetto al suo precedessore, Carla Di Francesco, viene considerato meno severo. Gli assessori della Giunta Albertini l'hanno sempre definito «di area centrodestra», dunque non pregiudizialmente ostile. Certo, già nel giugno 2003, Artioli aveva avvertito: «è opportuno non concentrare tutte le iniziative in Piazza Duomo». Nel novembre 2005 il primo «niet», al patinoire in Piazza Duomo. Inevitabile lo scontro con l'allora assessore ai Grandi eventi Giovanni Bozzetti. Il bis, nel maggio 2006: questa volta Artioli boccia la spiaggia all'Arco della Pace e dà indicazione di limitare le manifestazione nell'Ottagono in Galleria. L'ESCALATION di polemiche, però, si registra quest'inverno, dopo il nuovo «no» alla pista da ghiaccio all'ombra della Madonnina. Questa volta lo scontro è con il neo-assessore Giovanni Terzi. Poi pensa il vulcanico Sgarbi a prendere di petto Artioli: «Troppi orrori negli allestimenti natalizi di Piazza Duomo. La colpa è della Sovrintendenza. L'ultima parola sul decoro urbano deve essere del Comune». Rincara la dose l'assessore Tiziana Maiolo: «Artioli nega i permessi ai mercatini di Natale e consente per tutto l'anno le tensostrutture in Piazza Duomo. Qual è il senso delle sue decisioni?». L'ACCUSA è di compiere scelte contradditorie. Il sovrintendente si difende e rivendica i suoi «no», che «hanno consentito di limitare i danni in Piazza Duomo». Il «Signor No» tira dritto. In attesa di nuove polemiche.