Eccola la Befana dell'arte in pericolo. E arrivata allo scadere del nostro «Croll Center» e non ha certo lesinato il carbone. Non che ci aspettassimo un'epifania migliore, le regole del gioco erano chiare. La sfida che avevamo lanciato ai lettori lo scorso 26 novembre consisteva nel catturare con la fotocamera del cellulare le immagini di monumenti e «venerabili reliquie del nostro passato» che languiscono e si degradano, e inviarcele via email. Noi avremmo provveduto a dare conto ogni settimana sul giornale, nel sito internet e su Radio 24 dei casi più emblematici. Un modo per trasformare quel piccolo clic in un colpo di piccone sulla cortina d'indifferenza che spesso circonda le gemme meno conosciute di quell'enorme museo a cielo aperto che è l'Italia. Una fotoinchiesta a tappeto nella Penisola dei tesori trascurati cui moltissimi lettori hanno preso parte in maniera entusiastica, affollando di segnalazioni la casella di posta creata ad hoc per il gioco. Chiese fatiscenti, monasteri in rovina, torri crollate, ville abbandonate, statue monche, affreschi scrostati, mosaici disgregati,portali sbreccati, antiche mura immerse nei rifiuti: nulla manca nel panorama del patrimonio "malato", raccolto pezzo per pezzo dai nostri lettori. L'orizzonte delle cure resta invece fosco e imprecisato data la cronica difficoltà a reperire risorse per conservare un patrimonio diffuso in maniera così capillare sul territorio e con un continuum senza pari tra monumenti e musei, città e campagna, beni culturali e paesaggio. Dall'analisi delle segnalazioni pervenute, balza subito agli occhi che nella stragrande maggioranza (80) si tratta di monumenti non di grandi città, ma della provincia e dei piccoli paesi. Ne derivano due considerazioni: 1) il sistema di tutela, non riuscendo a occuparsi con regolarità della conservazione e della manutenzione di tutto il patrimonio, tende a trascurare i beni culturali periferici e meno noti, specie quelli fuori dai circuiti turistici; il senso di appartenenza e di attaccamento nei confronti di questi monumenti è più forte da parte di chi vive in piccole comunità, cosa che acuisce lo slancio a denunciarne lo stato di incuria e abbandono, intervenendo a iniziative come «Croll Center». Non è un caso che il numero di immagini di chiese a rischio pervenuteci sia preponderante rispetto a testimonianze di altro tipo. Spesso, infatti, i luoghi di culto rappresentano la vera anima monumentale dei piccoli centri abitati. Singolari sono, inoltre, le numerose denunce delle condizioni critiche in cui versano alcuni complessi di archeologia industriale, segno che la sensibilità collettiva li sta promuovendo al rango di «testimonianze materiali di civiltà», cioè di beni culturali.
Salva l'arte col telefonino. Fotoinchiesta sul Belpaese
Il Croll Center ha lanciato un gioco di fotoinchiesta chiedendo ai lettori di catturare con la fotocamera le immagini di monumenti e reliquie del passato che languiscono e si degradano in Italia. I casi più emblematici sono stati pubblicati ogni settimana sul giornale, sul sito internet e su Radio 24. I lettori hanno inviato numerose segnalazioni, tra cui fatiscenti chiese, monasteri in rovina, torri crollate e ville abbandonate. L'analisi delle segnalazioni ha rivelato che la maggior parte dei monumenti sono stati denunciati da persone che vivono in piccoli paesi e comunità, e che il sistema di tutela tende a trascurare i beni culturali periferici e meno noti.
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