IL RETROSCENA Il Piemonte e il governo nazionale dovrebbero ripianare il buco di 400 milioni Trovare in fretta una via duscita per il Mauriziano. Dopo le sentenze della Corte dei Conti che hanno scagionato gli amministratori dellente, lassessore regionale Sergio Deorsola sta svolgendo una serie di incontri informali per studiare una soluzione giuridica ed economica. Due i problemi da risolvere: come ricostituire lOrdine sciolto nel 2004 e come pagare il debito che ormai ha superato i 400 milioni. Lipotesi su cui si sta lavorando è quella di far decadere, con un decreto, la legge di scioglimento dellOrdine revocando lincarico al commissario DAscenzo e ricostituendo il consiglio di amministrazione. Rimarrebbe invece in vigore la parte della legge che blocca, per il momento, il pagamento ai creditori. Il nodo economico è quello più difficile da risolvere. Stabilito che a pagare non devono essere i precedenti amministratori, è evidente che a risanare il bilancio debbano intervenire la Regione e lo stesso governo. La Regione dovrebbe pagare i 291 milioni di buco lasciati in eredità dai mancati pagamenti della giunta Ghigo. Lo stato dovrebbe invece accollarsi i 121 milioni di deficit accumulati dal commissario DAscenzo nominato dal ministro degli interni. Dei 291 milioni di competenza regionale, 115 sono un debito con Unicredit. La banca ha già fatto trapelare la sua disponibilità a trattare con piazza Castello le condizioni di un mutuo. Altri 100 milioni potrebbero essere versati direttamente dalla Regione che li avrebbe già accantonati su un apposito capitolo di spesa. Rimarrebbero 76 milioni: 22 sarebbero già nelle casse della Fondazione Mauriziana mentre restano da trovare 54 milioni da restituire ai piccoli creditori. Deorsola incontrerà nei prossimi giorni Bresso e i protagonisti della vicenda per trovare una soluzione definitiva. (p.g.)