Tesori nascosti, abbandonati per decenni in luoghi dimenticati nonché preda dell'incuria e dei danni del tempo. Sono stati recuperati con pazienza e dedizione ma, soprattutto, con amore per il passato e per la sua inconfondibile arte, portando al recupero quasi prodigioso di tele seicentesche condannate alla rovina. Nasce così «Saggi di pulitura», la mostra di capolavori pittorici recuperati e restaurati a cura dello storico dell'arte Luciana Arbace, della Soprintendenza per i Beni architettonici ed il paesaggio di Napoli e provincia. Esposte a Castelnuovo, le opere, in tutto trenta sulle cento totali restaurate, sono visitabili ancora per poco, fino a domani. «La mostra si propone di avvicinare il grande pubblico ai segreti del restauro pittorico. Le opere, recuperate da chiese che non sono visitabili perché chiuse da tempo al pubblico, come Santa Maria degli Incurabili, Sant'Agostino degli Scalzi e la chiesa di Santa Maria delle Periclitanti, erano in pessimo stato di conservazione», spiega Luciana Arbace. «Delle cento opere circa, che abbiamo recuperato anche dagli scantinati, trenta, le più significative, sono esposte qui a Castelnuovo - precisa la curatrice - corredate da pannelli che illustrano le varie fasi del restauro e da filmati che permettono al visitatore di assistere in diretta al recupero dell'opera». Ecco, il restauro in diretta è proprio l'elemento che contraddistingue di più questa preziosa esposizione di opere antiche, una possibilità davvero unica per chi visita la mostra di partecipare alla rinascita di un capolavoro dopo decenni di incurie. Si tratta di opere quasi sconosciute, dipinti ritenuti erroneamente di minore interesse ma che poi è stato possibile restaurare grazie a finanziamenti pubblici. Tra i dipinti in esposizione c'è la splendida «Madonna della Purità» di Fabrizio Santafede, e «Santa Carmelitana», «Santa Teresa» e «San Giovanni della Croce» di Ferdinando Sanfelice, la «Pietà» di Francesco Di Maria e «L'annunciazione» e «La Visitazione» di Giacomo del Po. E, inoltre, un gruppo di interessanti dipinti autografi di artisti del Seicento come Niccolò de Simone, Agostino Beltrano, Francesco Di Maria, Francesco Solimena. Un'ulteriore selezione di opere, già ricollocate nelle sedi d'origine, è illustrata da una sequenza di immagini che scorre sul video nella cappella di San Francesco di Paola, adiacente la sala della mostra. Ed inoltre, è esposta anche -in attesa di farla tornare alla Chiesa di San Pietro di Somma Vesuviana, chiusa per lavori - la tavola, davvero bella, di Leonardo Castellano (1555) con la coloratissima «Cena in casa di Simone», restaurata dall'associazione «Arcobaleno». L'impegno che i restauratori hanno messo nel recupero di questi capolavori dell'antichità li ha ricompensati con un risultato davvero splendido, e con tante piccole scoperte in corso d'opera, come una data o una firma insospettabili. Così, incoraggiati anche dalla fortunata esperienza di «Cantieri aperti», si è pensato di offrire ai visitatori questa opportunità più unica che rara dei saggi di pulitura a vista. Vere e proprie finestre contornate di tratteggi bianchi che mostrano l'opera ripulita e restituita al suo antico splendore rispetto a com'era in passato. Ma «Saggi di pulitura» vuole essere anche un titolo benaugurale affinché altre preziose testimonianze del passato artistico di Napoli vadano recuperate e fatte rivivere così come erano un tempo, a testimonianza perenne dell'espressione artistica di un periodo d'oro.