«Spero che, trattandosi di un errore involontario, il sovrintendente Trevisani voglia scusarsi col ministro oltre che con i mantovani per un'informazione palesemente falsa data sul nuovo quartiere di Lagocastello». Ad accendere la polemica dopo la visita di Rutelli a Mantova è l'ex sindaco della città e ora deputato dell'Ulivo, Gianfranco Burchiellaro. Non gli è piaciuto che il sovrintendente abbia mostrato al ministro, dalla Camera degli sposi, l'area su cui dovrebbe sorgere la lottizzazione di strada Cipata. «Dire, come ho letto, che il nuovo quartiere interverrebbe sulla stessa area del borgo di Lunetta scomparso alcuni secoli fa è falso - afferma Burchiellaro -. Sarebbe bastato che il sovrintendente Trevisani avesse confrontato la pianta di Mantova del 1575, che abbiamo acquisito con la precedente amministrazione comunale dalla collezione Sissa, per non avere dubbi sul fatto che il nuovo intervento si colloca ad almeno un chilometro da dove la carta del 1575 collocava l'antico quartiere di Lunetta, in un'area che all'epoca era in parte palude e in parte sponda del lago». L'ex sindaco ricorda che, «molto più in prossimità dell'antico quartiere e, quindi, molto più visibile dal castello», si collocherebbe la nuova sede del Coni autorizzata dall'attuale giunta e sulla quale, «come vecchia amministrazione, avemmo modo di esprimere molti dubbi». Trevisani a Rutelli ha mostrato il quadro della morte della Vergine del Mantegna che riporta il vecchio skyline di Mantova: «Il dottor Trevisani - dice ora Burchiellaro - dovrebbe sapere per memoria amministrativa che quel dipinto che, come i mantovani sanno, riprende da una finestra il profilo della città da una visione prospettica che potrebbe essere collocata nel vecchio quartiere di Lunetta, fu utilizzata dalla precedente amministrazione per liberare il ponte di San Giorgio, tra mille polemiche, da arbusti cresciuti spontaneamente e che nulla avevano a che fare con il recupero del profilo originale della città. Spero, quindi, che il dottor Trevisani troverà il modo di scusarsi col ministro Rutelli, oltre che con i mantovani, perchè se non si trattasse di un errore si tratterebbe di un fatto grave sia dal punto di vista amministrativo, visto che Trevisani ha dato un'informazione errata al massimo rappresentante del suo dicastero, sia da quello legale, contravvenendo alle regole di una pubblica amministrazione corretta e credibile». Anche il deputato ulivista ha fatto vedere qualcosa a Rutelli dalla stessa finestra della Camera picta: «E' strano che con lo stesso zelo con cui si sono paventati mostri inesistenti, non si sia trovato il modo di dimostrare il dialogo tra antico e moderno che proprio dalla finestra della Camera degli sposi si può godere guardando il profilo della cartiera progettata da Nervi. Cosa che io ho ritenuto giusto ricordare al ministro proprio pensando a quel Leon Battista Alberti che, scrivendo su Mantova, vedeva nel dialogo tra antico e moderno una delle regole fondamentali dell'architettura. Ciò nonostante - conclude Burchiellaro - ritengo che ogni posizione sia legittima, ma che vadano sempre separati i fatti dalle convinzioni e dai giudizi personali».
Il sovrintendente si scusi con Rutelli Burchiellaro bacchetta Trevisani: su Strada Cipata s'è sbagliato
Il deputato dell'Ulivo, Gianfranco Burchiellaro, ha denunciato un errore commesso dal sovrintendente Trevisani durante la visita del ministro Rutelli a Mantova. Trevisani aveva mostrato al ministro un'area su cui dovrebbe sorgere il nuovo quartiere di Lagocastello, ma Burchiellaro afferma che questa area non corrisponde all'antico quartiere di Lunetta scomparso alcuni secoli fa. Burchiellaro ha ricordato che la pianta di Mantova del 1575, acquisita dalla precedente amministrazione comunale, mostra che il nuovo intervento si colloca ad almeno un chilometro da dove la carta del 1575 collocava l'antico quartiere di Lunetta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo