CAGLIARI. Le associazioni ecologiste plaudono all'iniziativa dell'assessore alla pubblica istruzione Carlo Mannoni, che ha chiesto al sindaco Floris di fermare il cantiere di Tuvixeddu fino al nuovo accordo di programma. Ma pur appoggiando la posizione della Regione il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra insistono sul problema del vincolo: il governo Soru ha sollecitato il ministro Rutelli perchè sia Roma a bloccare l'area archeologica dichiarandola di interesse pubblico, Stefano Deliperi sostiene che a mettere i sigilli sui lavori nel colle dei Punici dev'essere la Regione. Come dire: l'appello al ministero è superfluo, la vicenda può e dev'essere risolta in Sardegna. Deliperi si richiama a norme precise: «In base al Codice dei beni culturali e del paesaggio - è scritto in una nota diffusa ieri - la competenza per l'apposizione del vincolo paesaggistico è della Regione e in via integrativa dello Stato». Basterebbe quindi - secondo Deliperi - un documento firmato da Soru per tagliare la strada alla Iniziative Coimpresa anche se poi si aprirebbe inevitabilmente una controversia legale infinita. D'altro canto la Regione ci aveva già provato coi due decreti di agosto e ottobre 2006, secondo Deliperi «revocati più per ragioni di opportunità che per ragioni giuridiche». Comunque revocati, appena poche ore prima che la questione della validità dell'accordo di programma del 2000 venisse affrontata nell'aula del tribunale amministrativo regionale, cui si erano rivolti con due ricorsi il consorzio di imprese e il Comune. La decisione di non andare avanti in quella direzione è stato un errore, stando alle valutazioni delle due associazioni ecologiste: «La sola strada seria e percorribile - è scritto ancora nella nota - è proprio quella di porre il vincolo paesaggistico e poi prevedere acquisti, espropri, indennizzi, permute da attuare attraverso una procedura negoziata in favore delle amministrazioni pubbliche interessate per acquisire al futuro parco archeologico-ambientale aree dove sono previste volumetrie già autorizzate». Secondo Deliperi «sarebbero una volta tanto soldi spesi benissimo». Opposto il parere dei legali di Coimpresa e dell'amministrazione comunale: l'accordo di programma va rispettato. Non rispettarlo - hanno sostenuto i legali - equivale a disattendere un contratto. Pieno appoggio all'iniziativa di Mannoni arriva anche da Legambiente, che ha avviato una campagna fotografica per documentare quanto sta avvenendo sui colli dei Punici. Ricordato uno scritto del canonico Spano che risale al 1861, in cui veniva descritta la necropoli all'ingresso della città il presidente Vincenzo Tiana osserva come «oggi chi arriva al quartiere Sant'Avendrace assiste ai lavori di un nuovo cantiere alle pendici del colle e a pochi metri dalle millenarie tombe». Secondo Tiana «sarebbe veramente deleterio l'intervento edificatorio così come risulta dalla concessione edilizia, che completerebbe la muraglia di palazzoni che nasconde il colle alla vista dei cagliaritani». Da qui il «pressante appello» di Legambiente al ministro dei Beni culturali e al sindaco Floris per «un autorevole intervento atto a bloccare i cantieri e permettere la valorizzazione dell'area».