Il mini calendario di Gianelli Con due milioni e settecentomila euro, il Castello di Rivoli è al primo posto tra gli enti culturali finanziati dalla Regione. Precede il Regio, che ne riceve due e mezzo. A fronte di ciò, i 103mila visitatori del 2006 (110mila lanno precedente) sembrano davvero pochi. Che cosa ne dice il direttore Ida Gianelli? «Non mi sembrano pochi. Non siamo in centro città, qui a Rivoli è faticoso arrivare, bisogna venirci apposta. E poi noi facciamo solo arte contemporanea, né cerchiamo a tutti i costi di attirare i grandi numeri. La gente in genere va poco nei musei che svolgono un lavoro di qualità. E chi va lo fa per informarsi e non per puro intrattenimento. Intrattenimento che è diventato lincubo di tutti coloro che vogliono le folle, magari per ottenere maggiori finanziamenti». Nel 2007 prevedete solo due mostre nemmeno prodotte da voi. Con grandi nomi come Bruce Nauman e Gilbert George, «prestati» però dal museo di Berkeley e dalla Tate Modern. Non crede che la vostra programmazione si rivolga più agli addetti ai lavori che al grande pubblico? «Le mostre nel 2007 saranno solo due perché i primi mesi sono ancora occupati da quella di Oldenburg, che chiude a fine febbraio. Abbiamo sempre alternato, anche in passato, mostre fatte da noi ad altre acquistate, è un caso che questanno tutte e due le esposizioni arrivino da fuori. Ma si tratta di appuntamenti importanti. La mostra di Nauman rappresenta dieci anni fondamentali nella storia dellarte contemporanea, di Gilbert George importiamo la più grande retrospettiva mai realizzata, oltretutto fatta dagli stessi artisti». Di Bruce Nauman è in corso tuttora una mostra al Madre di Napoli. Cera bisogno di realizzarne unaltra quasi contemporanea, non si poteva optare per altro? «Su Nauman lavoriamo da due anni, siamo arrivati prima noi, non sapevamo di questaltra mostra. Che è comunque tuttaltra cosa, si tratta di un insieme di opere e non di una retrospettiva. Lo ripeto, non esiste per me fare una mostra per attirare grandi numeri. Le esposizioni di Rivoli, prodotte o meno da noi, monografiche o a tema, si assestano su una media di 50mila visitatori. Ma va bene così. Noi dobbiamo informare su quanto accade nel mondo, non fare venire la gente a tutti i costi».