Anche ieri, nel penultimo giorno della mostra, record di spettatori che ha già superato le 65 mila presenze In fila per Annibale. E il critico, in visita, fa scoppiare una bagarre Lassessore di Milano: "Sala Borsa è bella ma per gestirla servono anche i privati" Chiusura col botto e con bagarre per la mostra su Annibale Carracci che chiude oggi al Museo civico archeologico con allattivo più di 65mila visitatori. Anche ieri le sale del museo erano gremite di pubblico, e la fila per accedere allesposizione arrivava, soprattutto nel pomeriggio, fin sotto il portico del Pavaglione. Inaspettato, tra i visitatori si è presentato allora di pranzo Vittorio Sgarbi. Con le piccole bagarre che, come spesso succede, il suo passaggio provoca. Raggiunto da un fotografo che lo ha immortalato durante la visita alle 150 opere raccolte per loccasione da una trentina di musei italiani e stranieri, il critico ferrarese ed attuale assessore alla cultura al Comune di Milano ha risposto in malo modo alla guardia sala che aveva contestato luso del flash della macchina del fotografo. Con lei anche una coppia di visitatori, disturbati dallo stesso gesto. Ovviamente il critico non ha gradito lappunto. «Basta con queste falsità secondo cui i flash fanno male ai quadri. Sono balle inventate dai restauratori», ha sbottato Sgarbi, che ha poi coinvolto telefonicamente, con un vero colpo di teatro, lassessore Guglielmi. Provocando ulteriore sdegno per luso del cellulare. E coinvolgendo nella bagarre altri presenti, con un crescendo di toni sempre più accalorati. Fino alluscita di scena del critico, tra i borbottii dei presenti: «E allora io me ne vado». Note di colore, insomma, in chiusura di una mostra che è piaciuta molto ai bolognesi e non solo, con una media di 1600 presenze al giorno in questa ultima settimana di festività. «La mostra è bellissima», ha commentato Sgarbi prima di recarsi allaltra importante esposizione cittadina, «La stagione dei Bentivoglio nella Bologna rinascimentale. Le testimonianze librarie» nella sala dello Stabat Mater dellArchiginnasio, anche questa in chiusura oggi. «Ne esce un Annibale Carracci che in alcuni momenti è persino meglio di Caravaggio. Se questultimo è un pittore teatrale, che mette sotto i riflettori ciò che vuole raffigurare, Carracci si occupa del naturale, come si vede benissimo in soggetti come il mangiatore di fagioli. Caravaggio è il pittore degli eventi, Carracci, con la sua attenzione alla quotidianità, anticipa Morandi». Di Bologna, la città dove ha studiato e che continua a frequentare, Sgarbi apprezza molto, tra le iniziative culturali che hanno caratterizzato lo scorso anno, la decisione di rendere gratuiti i musei comunali. «Mi sono complimentato con Cofferati, perché i musei sono un servizio pubblico come le biblioteche, per cui non sarebbe giusto fare pagare lingresso. E una possibilità a cui sto pensando anchio per Milano». Poi si informa su Sala Borsa e sul suo futuro. «Mi ci portò un anno e mezzo fa il mio amico fotografo Lorenzo Capellini - ricorda Sgarbi - ; cera unatmosfera bellissima, non facile da trovare in altre città. Mi sembrò un luogo in cui pubblico e privato convivevano come in una agorà, uno spazio civico e civile». Da assessore, che farebbe di questo luogo? «Non cè un modello alternativo a quello misto tra pubblico e privato. Il tutto sta nellazzeccare il privato giusto. A Milano, per esempio, ci stiamo inventando una Mensa Vissani: il nome di un grande cuoco, ma a prezzi popolari».
bologna - Carracci, chiusura boom con Sgarbi
Oggi si chiude la mostra su Annibale Carracci al Museo civico archeologico di Milano. La mostra ha superato le 65mila presenze. Ieri, il critico Vittorio Sgarbi, in visita, ha provocato una bagarre con la guardia sala e altri presenti per aver contestato luso del flash della macchina del fotografo. Sgarbi ha poi coinvolto telefonicamente lassessore Guglielmi e altri presenti, provocando ulteriore sdegno. La mostra è stata apprezzata dai visitatori e la media di presenze al giorno è stata di 1600. Sgarbi ha anche espresso la sua apprezzamento per le iniziative culturali di Bologna, tra cui la decisione di rendere gratuiti i musei comunali.
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