Un evento da 1 milione di turisti Commissione prestiti figlia legittima delle critiche di Sgarbi Per far capire la prospettiva Francesco Rutelli sillaba un neologismo: turisdotto. Della serie di gasdotto, oleodotto, elettrodotto. Quello evocato dal ministro trasporta flussi di visitatori, saperi e denaro. Il turisdotto si emancipa dagli itinerari classici e corre in direzioni nuove, ha Mantova come città esemplare, traino e traguardo. E uno Sgarbi inaspettatamente serafico sostiene la prospettiva di Rutelli con i numeri: alla fine la mostra del Mantegna, col suo tris di città, totalizzerà un milione di visitatori. Meglio il tagliatore di nastri o il benedicente di fine mostra? Rutelli ha scelto il secondo ruolo, meno cerimonioso e più fruttifero. Fra le 11 e le 16 il vice presidente del Consiglio e ministro dei beni e delle attività culturali è passato in rassegna alla Mantova quotidiana del Mantegna: dentro le mostre, tra un'onda montante di visitatori (mai vista una città così affollata a gennaio), sulla numerologia. Nella polivalente del Te il presidente del comitato nazionale per le celebrazioni del 500 della morte di Mantegna, Vittorio Sgarbi, sgrana le cifre registrate a mezzogiorno di ieri: 269.500 ingressi nelle Fruttiere per vedere l'esposizione del Centro internazionale; 79.450 nel Palazzo di San Sebastiano per la mostra delle placchette; 101.500 nel Castello di San Giorgio per la Camera Picta, l'esposizione delle sculture e dei documenti mantegneschi. Sgarbi somma anche i 17.000 che hanno visto l'Alberti nella Casa del Mantegna e addiziona i 125.000 che hanno ammirato a Padova la Cappella Ovetari agli Eremitani e i 120.000 che sono andati alla Gran Guardia a Verona per il polittico di San Zeno. Il presidente del comitato aggiunge altre mostre minori e comunque preziose, spinge il diagramma sino al 28 gennaio (la mostra è stata prorogata di due settimane), ed ecco dove volevano arrivare gli organizzatori, Centro Te in testa: un milione di visitatori. «Forse sto berlusconeggiando, ma con un simile risultato - proclama Sgarbi - questa iniziativa, nel suo insieme e sulle tre città, è la mostra d'arte antica più frequentata del mondo. Più degli impressionisti, così popolari...». Per Rutelli «le bellezze di Mantova sono un vanto e una qualità per il Paese, un persistente punto di riferimento per il nostro governo». Il ministro ha incoraggiato l'accrescimento della capacità di accoglienza e quindi della ricettività alberghiera, ha incoraggiato l'amministrazione comunale a procedere sulla linea, ha convenuto che l'azione critica e polemica di Sgarbi sul tira e molla delle concessione delle opere ha dato un risultato eccellente. «Alla luce di quelle discussione sul Cristo Morto e gli altri dipinti richiesti, ho istituito l'alta commissione che ha stabilito il codice dei prestiti. Si tratta del figlio legittimo e ben riuscito dell'evento mantovano». Densa la giornata mantovana di Rutelli, quasi una sperimentazione del turisdotto disegnato dallo stesso ministro. Arrivo alle 11 davanti al Te, cielo azzurro e auto blu. A fare gli onori una folla di autorità e personalità, in prima linea il sindaco Fiorenza Brioni, il presidente della Provincia Maurizio Fontanili e il prefetto Giuseppe Oneri, operatori culturali e molta Margherita. Ma è Sgarbi ad arrivare per primo, addirittura con un volo speciale dall'Egitto: non poteva perdersi questo appuntamento di pre-chiusura. Il serpentone dei turisti in pia attesa fotografa la processione che, parallela, scorre, saluta ed entra al Te. Dopo la conferenza consuntiva, Rutelli visita la mostra nelle Fruttiere guidato da Sgarbi e dal presidente del Centro, Enrico Voceri. Il seguito si sfalda nel buio e fra centinaia di persone che davanti ai dipinti non fanno una piega e non mollano la postazione. Poi a piedi, al San Sebastiano dove Rutelli è accolto dal direttore Stefano Benetti e dal conservatore Gianmaria Erbesato. Tappa nella Casa del Mantegna dov'è allestita l'esposizione dedicata all'Alberti, con dispiegamento dell'amministrazione provinciale. Poi inaugurazione del 4 lotto dell'Archivio di Stato e visita al Castello di San Giorgio. Fiorenza Brioni soddisfatta. Anche lei fa il bilancio: «Il successo consolida un nuovo fenomeno. Mantova è apprezzata dai turisti che stanno allungando il periodo di permanenza. Le mostre suscitano ogni volta il desiderio di conoscere Mantova, perché è sempre nuova e diversa».
MANTOVA, Il vice premier: Mantova alla guida del nuovo "turisdotto" italiano
Il ministro dei beni e delle attività culturali, Francesco Rutelli, ha inaugurato a Mantova una mostra del Mantegna che si aspetta di raggiungere un milione di visitatori. L'evento è stato organizzato in collaborazione con il Centro Te e ha già registrato un grande successo, con oltre 269.500 ingressi nelle Fruttiere, 79.450 nel Palazzo di San Sebastiano e 101.500 nel Castello di San Giorgio. Il presidente del comitato nazionale per le celebrazioni del 500 della morte di Mantegna, Vittorio Sgarbi, sostiene che l'evento è la mostra d'arte antica più frequentata del mondo.
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