L'itinerario dei tesori di arte sacra della Val Susa è un modello da esportare, o anche solo da condividere con i vicini d'oltralpe che hanno già avviato un dialogo con Comune di Bardonecchia e Regione Piemonte per mettere in rete il patrimonio di cui sono ricche la Valsusa e le Hautes Alpes francesi. «Il nostro turismo vive un momento di crisi, perché la "destinazione montagna" sente sempre di più la concorrenza delle altre mete turistiche e il nostro era prevalentemente un turismo fatto di sci e di sport» spiega Christian Seard, vicepresidente del Conseil General delle Hautes Alpes. «L'unica soluzione è diversificare l'offerta. E in questo senso la cultura è un'ottima risorsa, che può dar origine a circuiti ampi e transfrontalieri». Anche il Piemonte vede di buon occhio tale approccio: «Quando negli anni 70-80 si è capito che il turismo culturale non era limitato a poche città come Roma o Venezia, abbiamo promosso la valorizzazione di territori come la Val di Susa - spiega Daniela Formento, dirigente regionale ai Beni culturali -. Abbiamo avuto ottimi risultati, ma oggi sappiamo che questo territorio è troppo piccolo per emergere da solo». L'obiettivo comune è dunque evidente: integrare le diverse ricchezze che contano decine di chiese e fortificazioni in scenari mozzafiato, ma anche rassegne enogastronomiche, manifestazioni storico-artistiche e prodotti tipici. Il tutto per valorizzare le «terre alte» divise da un antico confine, ma unite dalle medesime origini culturali e storiche. «Il primo passo sarà produrre una brochure Piemonte-Hautes Alpes sui tesori d'arte sacra, che uscirà quest'estate - ricorda Roberto Canu, assessore alla cultura di Bardonecchia -. Nel segno dell'esperienza nata dal Museo diocesano e dal Progetto Valle Susa voluto da enti locali e Regione». FR. FAL.