Sarà la vetrina dei Cantieri culturali, almeno nei programmi. Il tandem tra Scuola di cinema e Museo di arte contemporanea è ai ranghi di partenza. I due progetti sono pronti e hanno fatto il loro ingresso in conferenza dei servizi. Questo vuol dire che in autunno andranno in gara d'appalto. Opere da cinque e nove milioni di euro, finanziate con i soldi di Agenda 2000. Interventi su cui l'amministrazione di Diego Cammarata sta puntando per il rilancio dei vecchi magazzini Ducrot, uno dei maggiori siti di archeologia industriale della città. Il progetto per la Scuola di cinema è stato appena presentato dagli uffici tecnici dell'Urbanistica e da una squadra di consulenti esterni. I professionisti dello staff esterno si sono occupati (ognuno per settore) dell'urbanistica, delle strutture, dell'impiantistica, dell'insonorizzazione e della sicurezza. Nove milioni di euro per ospitare a Palermo la sede del prestigioso Centro sperimentale, la sede dedicata alla documentaristica della scuola nazionale diretta da Francesco Alberoni. Programma avviato da Regione e Comune, accantonato dalla direzione della Scuola e ora recuperato dalla giunta Cammarata. Il sindaco di Palermo e il governatore hanno incontrato Alberoni, adesso si aspetta la firma della convenzione. Certo è che le carte del Comune sono state valutate (e ritoccate) anche dalla Sovrintendenza. Ora sta per partire la gara d'appalto, si aspetta soltanto la conferenza dei servizi. Così come è in conferenza dei servizi anche il Museo di arte contemporanea. Un'opera da quattro milioni e seicentomila euro, che si tradurrà fra l'altro nella riqualificazione dei padiglioni 19 e 20 del vecchio stabilimento Ducrot. Il progetto, firmato dai napoletani dello studio Ra Consulting, diretto da Renato Matacena, è stato presentato, riveduto e corretto. Ora aspetta il placet definitivo. Le proposte di Matacena in parte sono state emendate dal Comune. La versione originaria del museo prevedeva un rivestimento in alluminio. Soluzione forse d'impatto scenico, ma decisamente «trasgressiva» rispetto alle intenzioni dichiarate dall'amministrazione ed espresse dall'operato di Mario Vigneri, il consulente che segue i progetti di archeologia industriale. Il Comune ha sempre detto di volere perseguire l'obiettivo della rigorosa conservazione degli immobili del sito.