-------------------------------------------------------------------------------- Niente Rembrandt, niente Rubens. Agli Uffizi, anche ieri, proteste dei turisti per quattro sale chiuse a causa della mancanza di personale; sarebbero potute essere molte di più, se non si fosse rotto uno dei due metal detector degli ingressi, permettendo così di liberare i custodi addetti e dislocarli in Galleria ad aprire altre quattro spazi che altrimenti sarebbero rimasti chiusi. AllAccademia invece i visitatori hanno dovuto rinunciare a una delle sale del Trecento e a unaltra nel Salone dei gessi. Altre due sbarrate alla Palatina. Si va avanti così, apro qui, chiudo là, fino a che non sarà sbloccata la vertenza degli assistenti tecnici museali, gli Atm, che dal 1 gennaio sono tornati a lavorare col vecchio part time. Ieri un segnale positivo è comunque arrivato: il ministero dei Beni culturali ha autorizzato la Soprintendenza fiorentina a pagare lestensione dellorario di lavoro degli Atm, cosa che per altro era avvenuta fino al 31 dicembre. «Almeno adesso ho la certezza di poterli pagare» dice la soprintendente Cristina Acidini. Tecnicamente in che modo, è il nodo complicatissimo che ora resta da sciogliere: i sindacati non sono disposti ad accettare che il compenso venga erogato sotto forma di «salario accessorio», perché penalizzerebbe i diritti dei lavoratori in termini di ferie, malattie retribuite, contribuzione previdenziale. Lunedì incontro tra soprintendenza e sindacati.