«Bisogna rifare un check-up urgente, interno ed esterno al Duomo. Ormai sono passati tanti anni dall'ultimo intervento: basta un nonnulla e si può provocare una tragedia». Dalle parole dell'arcivescovo Crescenzio Sepe traspare tutta la preoccupazione per la sorte della Cattedrale, adesso «ingabbiata» da impalcature e ponteggi dopo il crollo avvenuto martedì mattina, quando il basamento di marmo di una statua è precipitato sul sagrato, in genere affollato dai turisti: per fortuna, a quell'ora, pioggia e vento avevano consigliato ai visitatori di non restare all'esterno della chiesa. Mentre in città si schiantano al suolo pali della luce e semafori, anche la facciata del monumento, alta circa cinquanta metri, perde i pezzi. Nel grido d'allarme lanciato dal cardinale Sepe, il riferimento esplicito alla tragedia sfiorata martedì, intorno alle 11.30. Diciotto minuti dopo ecco l'intervento dei vigili del fuoco, che nella loro relazione registrano la caduta, dalla parte sinistra - guardando l'ingresso - della facciata, «di un basamento di una statua e di alcune lastre di marmo»: i pesanti frammenti che piovono dal cielo, raccontano alcuni testimoni, sfiorano un ragazzo che stava passeggiando con il suo cane. La zona viene transennata, per l'impraticabilità della piazza. «Insieme al personale tecnico della sovrintendenza - continua la nota - si provvedeva alla rimozione degli elementi pericolanti», cioè altre due lastre che stavano per cadere. Ma si registrava «l'impossibilità di rimuovere la statua con i mezzi a disposizione». In seguito veniva inibito il passaggio pedonale. Adesso il sagrato è tornato a essere praticabile dai fedeli, dai tanti turisti in visita alla Cattedrale e dai ragazzini che giocano a pallone. È stata montata l'impalcatura che protegge la facciata dalla quale si è staccata la lastra di marmo, precipitata da un ordine altissimo. L'ingresso principale del Duomo era stato protetto già martedì, lo stesso giorno del crollo: del compito si sono occupati anche gli uomini del servizio sicurezza urbana del Comune, che hanno recintato l'area con i mezzi a disposizione. L'impalcatura nasconde parzialmente il punto dal quale si sono staccate le lastre, visibile anche da lontano. L'importantissimo monumento è vincolato dalla Sovrintendenza ai Bappsae (Beni architettonici paesaggio e patrimonio storico artistico ed etnoantropologico). Finora, come detto, sono stati montati i ponteggi per la messa in sicurezza del monumento, ma nessuno pronuncia la parola restauro. Dalla Sovrintendenza, che dovrà subentrare nei più che probabili lavori, non giungono notizie sui danni rilevati alla struttura, né sull'avvio del lifting, né su quanto tempo l'intervento richiederà. L'appello del cardinale, con ogni probabilità, servirà a dare un'ulteriore accelerata alla soluzione del problema.