Sono 850mila i biglietti staccati MANTOVA Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato nazionale organizzatore delle mostre del Mantegna, ha diffuso i numeri di quello che ha definito «un grande successo». «La mostra a Palazzo Te a Mantova ha detto ha avuto finora 270 mila visitatori ai quali vanno aggiunti tutti gli altri che hanno visitato le altre mostre collegate sempre nella città virgiliana e che sono stati 101.500». Sgarbi ha precisato che a Padova i visitatori sono stati 125 mila, mentre a Verona 120 mila: «Dunque, le tre mostre hanno superato i 700 mila visitatori facendo meglio di tutte le mostre di arte antica fatte in Italia. Se poi a questi 700 mila visitatori aggiungiamo gli altri 150 mila che hanno affollato le mostre corollario nei vari luoghi del Veneto arriviamo a circa 850 mila visitatori». «A questo punto ha concluso Sgarbi visto che abbiamo prorogato la mostra di Mantova fino al 28 gennaio, il nostro obiettivo è quello di raggiungere complessivamente per il Mantegna il milione di visitatori. Questo buon risultato rende onore al ministro Rutelli che ha sostenuto queste mostre prestando opere di proprietà dello Stato e alla tenacia dei sindaci delle tre città che hanno richiesto ciò che comunque era dovuto a loro e a noi tutti». «La mostra del Mantegna, articolata sulle tre sedi di Mantova, Padova e Verona, si sta rivelando un grande successo che ci ha permesso di valorizzare le bellezze diffuse del territorio italiano al di fuori dei circuiti turistici classici». Lo ha detto questa mattina il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli visitando a Palazzo Te a Mantova la mostra di Andrea Mantegna. «Il fatto positivo ha spiegato Rutelli è che alla luce del lavoro svolto per l'evento mantovano ci è stato possibile attivare un'alta commissione che determina i criteri per i prestiti delle varie opere. La commissione, presieduta da Andrea Emiliani, con esperti del restauro e dell'organizzazione delle mostre e storici dell'arte, è già al lavoro e il suo rapporto è già stato consegnato al Consiglio superiore dei Beni Culturali e ai titolari di tutti i musei pubblici e privati perchè quei parametri facciano parte di un codice scientifico e coerente che riguardi le organizzazioni di tutte le mostre».