Torna in auge lipotesi di un piano unico bloccata per il pericolo "invasione tavolini". Intanto lavori alle fogne e ai sampietrini Riproposto il progetto senza marciapiedi. E via ai primi interventi Sul modello di Campo de Fiori, si pensa a un selciato uniforme che elimini lo scalino intorno alle tre fontane Eliminare i marciapiedi ottocenteschi da piazza Navona. Rimuovere quel piccolo gradino che tiene però lontane le perle architettoniche poste lungo il perimetro dai giochi dacqua e di sculture posti al centro del gioiello barocco: ossia le tre fontane imperniate intorno al capolavoro dei Fiumi di Gianlorenzo Bernini. Per riavere così una pavimentazione omogenea e continua - di sampietrini, in luogo delloriginario piano in terra battuta - su tutta larea del Circo Agonale voluto dallimperatore Domiziano. È, in sintesi, il progetto di piano di calpestio continuo realizzato dallUfficio città storica del Campidoglio e bloccato nel suo iter burocratico, quando nel 2003 si trovava a livello di conferenza dei servizi, per lopposizione del soprintendente archeologo di allora, Adriano La Regina. Ma ora quel piano viene rilanciato dal direttore regionale dei Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti. «Il no di La Regina - spiega lingegnere, che coordina le varie soprintendenze statali competenti su Roma - era dovuto innanzitutto alla paura che lassenza di marciapiedi togliesse ogni freno, anche fisico, alla proliferazione dei tavolini di bar e ristoranti. Ma oggi il pericolo è forse arginabile. E noi siamo favorevoli a rianalizzare quellipotesi». Rimuovendo il rialzo centrale, si riporterebbero in quota le fontane e si eliminerebbe lanello "automobilistico" reso ormai obsoleto dalla pedonalizzazione della piazza decisa sin dai lontani anni Settanta. «Era un progetto nostro, ci piaceva allora e ci piace certo anche oggi» interviene lassessore allUrbanistica, Roberto Morassut. Che però precisa: «Allora ci fermammo per le obiezioni del soprintendente e di altri. Parte di quel milione e 800mila euro è stata quindi destinata ad altri interventi. Con la parte restante, ci apprestiamo però a lavorare sopra, e sotto, la superficie pavimentale di piazza Navona». Già tre anni fa erano stati segnalate infiltrazioni che mettevano in pericolo le fondamenta di SantAgnese in Agone. «E ora questi interventi urgenti alla rete fognaria sono al centro del cantiere che stiamo per aprire», aggiunge Morassut. Non solo sottoservizi e scavi nel piano di interventi del Campidoglio. «No, toglieremo anche ledicola posta nel tunnel che collega la piazza con quella delle Cinque Lune e che, in quella postazione, costituisce un ostacolo alla visione dei capolavori della piazza. Inoltre, risistemeremo i sampietrini seguendo però il disegno attuale». Niente piano unico, insomma, sul modello di quello esaltante di Campo de Fiori? «Ora diamo corso a questo intervento "moderato" - è la risposta di Morassut - ma siamo pronti a rielaborare, insieme con le altre istituzioni, il nostro piano di allora, tanto più che una delibera del 2006, seguendo la legge Galasso, ha determinato le sagome di ingombro massimo dei tavolini in piazza Navona». Se i regolamenti comunali riusciranno a fermare la corsa verso il centro dei piani a "quattro gambe", la piazza barocca potrà tornare a essere il tappeto continuo di pietra, terra e acqua, creato ai tempi dei Pamphili e descritto da Piranesi nelle sue vedute.
PIAZZA NAVONA CAMBIA VOLTO Nuovo pavimento a piazza Navona
Il progetto di piano di calpestio continuo per piazza Navona, bloccato nel 2003, viene rilanciato dal direttore regionale dei Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti. Il progetto prevede la rimozione dei marciapiedi ottocenteschi e la sostituzione con un selciato uniforme che elimini lo scalino intorno alle tre fontane. Il progetto è stato proposto anche nel 2003, ma è stato bloccato dall'allora soprintendente archeologo Adriano La Regina, che aveva espresso preoccupazioni sulla sicurezza della piazza. Tuttavia, il direttore regionale sostiene che il pericolo di "invasione tavolini" è arginabile e che il progetto potrebbe essere rielaborato.
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