I Salesiani affittano a un privato i terreni sulla sommità della Rocca che dovevano essere acquistati dal Comune Il sindaco: «Avevamo già firmato un'intesa per comperare tutta l'area» Dura battuta d'arresto per il parco archeologico sulla Rocca del Garda. I Salesiani hanno venduto ad un privato i terreni di loro proprietà sulla storica collina dove sono riemersi i ritrovamenti del castello che vide imprigionata la Regina Adelaide. La Provincia di Verona e i Comuni di Garda e Bardolino hanno già speso 680 milioni di vecchie lire per finanziare le ricerche archeologiche sulla Rocca, progetto che deve essere completato con la realizzazione di un parco. Il Comune di Garda doveva acquistare dall'Istituto Salesiani Don Bosco, i terreni della sommità della Rocca, sui quali sussiste l'intera area archeologica. Stando alle dichiarazioni del nuovo direttore del Tusini di Bardolino, don Romano Bettin, l'operazione però rischia di essere compromessa. «In questi giorni abbiamo firmato un contratto d'affitto per 15 anni con un coltivatore diretto, che ci ha dato anche una caparra per l'acquisto dell'area alla scadenza del contratto di locazione». Una doccia gelata per il sindaco di Garda, Davide Bendinelli, che spiega: «Noi avevamo un accordo con i Salesiani che avremmo rilevato l'area di 63.765 metri quadrati per la cifra di 30 mila euro, in seguito alla sottoscrizione di un accordo di programma del 1998, tra Provincia e Comuni di Garda e Bardolino per la realizzazione del parco archeologico. Sono stati spesi circa 350 mila euro per il recupero dell'area ed è stato realizzato un libro che racconta la storia della Rocca e degli scavi archeologici. Lavori realizzati in seguito ad una intesa con i Salesiani, i quali si erano impegnati a cedere i terreni». In effetti il documento 9384, protocollato il 15 giugno 2005 al Comune di Garda, lo testimonia. Vi si legge che «come da accordi intercorsi siamo a confermare disponibilità all'alienazione dell'area denominata La Rocca di Garda di mq 63.765 per 0,5 euro, per un valore di 31.882,50. Valore concordato e scontato a 30 mila euro». Firmato dal legale rappresentante dell'Istituto Salesiani Don Bosco Verona, don Tullio Orler. «Sono due anni», precisa Bendinelli, «che abbiamo già stanziato ed accantonato in bilancio la cifra pattuita con i Salesiani. Avevamo solo atteso un po' di tempo per svolgere degli approfondimenti sull'esistenza o meno di problemi di staticità geologica. Una volta stabilito che di rischi quasi non ce ne sono, eravamo pronti a formalizzare tramite rogito notarile l'acquisto dell'area. Sennonchè, inaspettatamente, il nuovo direttore dell'istituto Tusini, si è presentato nel mio ufficio poco prima di Natale e anzichè portare la buona novella, ci ha comunicato di aver affittato il fondo agricolo. Oltretutto essendo il privato un coltivatore diretto, in caso di vendita, egli ha la prelazione sull'acquisto». «A questo punto», continua il sindaco di Garda, «non ci resta altro che verificare la veridicità della situazione, in quanto riteniamo indispensabile mantenere fede agli impegni presi con il legale rappresentante don Tullio Orler. Per risolvere il problema, le amministrazioni di Garda e Bardolino, intendono condividere un percorso unitario per decidere la strada da intraprendere». Conferma questa intenzione il vicesindaco di Bardolino, Adelino Avanzini, che precisa: «Siamo convinti che il progetto vada portato a termine, perchè siamo fortemente certi che il parco archeologico sia un elemento di estrema valenza culturale e turistica. Pertanto ci impegneremo con il Comune di Garda per risolvere la questione dell'acquisto dell'area, per dare al territorio l'opportunità storica di avere un sito archeologico così prestigioso, che vada ad implementare un percorso museale già esistente, come il museo dell'olio e del vino e quello ornitologico a Cisano». La questione però, non è delle più semplici, poichè la situazione rischia di complicarsi non poco. La Rocca è un patrimonio affettivo-ambientale indissolubile per la popolazione locale: sulla sua cima c'è un pianoro dal quale si domina tutto il lago, il versante occidentale si affaccia sul golfo di Garda, il versante orientale sulla sponda di Bardolino, vi sono saliti milioni di persone, vi sono le gallerie di difesa militare, vi sono i resti archeologici, che ne testimoniano la storia millenaria, il cosidetto «trono» della regina Adelaide, luogo di incontro di tanti innamorati, tutti elementi di uno scenario che gli enti locali vogliono trasformare in parco. I terreni su cui si trova tutto ciò, però sembrano destinati a diventare proprietà privata di un coltivatore diretto ed è chiaro che gli enti locali, ora avranno delle difficoltà a stanziare soldi pubblici per completare un parco archeologico che dovrebbe sorgere su terreni che potrebbero anche essere recintati in quanto proprietà privata. A meno che, come voci di corridoio suggeriscono, il privato non decida a sua volta di cederli ai Comuni: ma a quel punto probabilmente il prezzo non sarebbe più lo stesso promesso dai Salesiani.