Negli incontri con le associazioni sono discriminanti le scelte politiche Fai e Archeoclub mai invitati» LA SITUAZIONE di degrado in cui versano i tempietti romani collocati nell'omonima piazza del centro storico finisce alla Procura della Repubblica: con un circostanziato esposto, infatti, la delegazione teatina del Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai), capeggiato da Marco Pretaroli, ha interessato la magistratura dopo la mancata attivazione di Comune e Soprintendenza sulla scorta delle segnalazioni di minaccia per l'incolumità pubblica fatte per via ufficiale dall'associazione, che si occupa di tutelare le bellezze paesaggistiche e culturali d'Italia. La decisione del Fai teatino è scaturita dopo la diffusione della notizia che la serata inaugurale delle attività della neonata Pro Loco di Chieti si sarebbe svolta proprio nell'area dei tempietti romani, che solo due settimane prima (il 14 dicembre) era stata segnalata da Pretaroli stesso come pericolosa, dopo il distacco di un masso dalle rovine del monumento, che fortunatamente non è caduto sulla carreggiata antistante: dal sopralluogo effettuato nello stesso giorno dalla Polizia Municipale, che ha emesso un verbale circostanziato il 19 dello stesso mese, erano emersi anche altri motivi di allarme, come la pavimentazione esterna in legno completamente divelta, le lesioni del vetro antinfortunistico, la scivolosità del pavimento di vetro della passerella d'accesso, la sporcizia presente un po' dappertutto. Il Fai aveva segnalato la pericolosità dell'area a Prefettura, Comune e Soprintendenza il 21 dicembre: "Nonostante tutto - ha precisato Pretaroli - il 28 e 29 dicembre si è data una ripulita sommaria della parte esterna dei tempietti ed è stata compiuta una rabberciatura del pavimento in legno, con chiodi da cantiere che probabilmente hanno ulteriormente lesionato la guaina sottosante e il 29 sera vi è stata svolta una manifestazione pubblica. In realtà, bastava anche solo un elemento di quelli segnalati dal Fai nell'esposto del 21 per determinare la chiusura immediata dell'area per tutelare l'incolumità pubblica: è stato quantomeno inopportuno e singolare, in presenza anche di un rapporto della Polizia Municipale, prevedere una manifestazione pubblica in un luogo evidentemente insicuro. A causa dunque dell'indifferenza che abbiamo registrato ci siamo convinti a segnalare l'accaduto alla Procura della Repubblica: è preoccupante quello che è accaduto, da istituzioni pubbliche ci saremmo aspettati una diversa sensibilità verso i problemi del centro storico. Inoltre, sarebbe stata un'occasione per chiarire il rapporto tra città e Soprintendenza, un problema che si ripresenta a Chieti, come in altre città: troppo spesso le amministrazioni subiscono passivamente le scelte della Soprintendenza, senza dare il proprio contributo".