PASSANTE Parla il soprintendente Monti «Abbiamo deciso, non si torna indietro» «Posso solo perorare la causa della soluzione C» (ndr)Disponibilità a perorare ancora la causa dell'opzione "C", passare ai confini con Scorzè, ma di tornare al vecchio tracciato non se ne parla. Gugliemo Monti, soprintendente ai Beni Ambientali e Paesaggio del Veneto Orientale, chiarisce la sua posizione sul caso di via Boschi, dove il Comitato chiede di allontanare il Passante dal centro abitato e riportarlo dov'era previsto in origine, nell'area vincolata di villa Combi, prima che la Soprintendenza disponesse lo spostamento a est per uscire dal vincolo (la Variante Combi). "Posso capire lo stato d'animo dei cittadini espropriati e aderire alle loro richieste - mi hanno chiesto di fare un sopralluogo e l'ho effettuato -, ma la mia funzione è tutelare i beni sottoposti a vincolo, e lì c'è villa Combi". Gli abitanti continuano a rimarcare l'impatto molto minore, anche come edifici da sacrificare, che avrebbe il riposizionamento della autostrada dov'era all'inizio, tesi condivisa dal sindaco e da quasi tutte le altre istituzioni, vedere il dossier preparato dall'allora commissario di Governo Mainardi. Monti, però, non la pensa così. "Durante la visita, peraltro, ho riscontrato che con la variante Combi non andranno giù 38 case in più come dicono i residenti. Gli edifici in più da abbattere rispetto all'ipotesi iniziale sono 4-5, e privi di rilevanza storica: l'unico che ne ha, ma non abbastanza per un vincolo, è la residenza Tombacco, che però sarà solo vicina all'autostrada. Viceversa tornare nell'area a vincolo, anche con una galleria, creerebbe sicuri danni alla barchessa di villa Combi, che è vincolata". Monti riconosce che la variante Combi approvata dal Cipe "causa comunque dei danni: il nostro Ministero ai Beni Culturali l'ha avallata perché non coinvolgeva beni vincolati. Voglio però precisare che noi dall'inizio avevamo espresso la preferenza e auspicato uno studio per spostare il tracciato più a nord-ovest, ai confini con Scorzè: questo avrebbe salvaguardato il bene storico e nel contempo il paese. Tale soluzione, che i residenti hanno rilanciato con forza, però, non è mai stata presa in esame dall'Anas e non siamo noi l'Ente deputato a proporla. L'unica cosa che posso fare è sollecitare presso il nostro Ufficio Ambiente di Roma, a cui il Comitato s'è rivolto, un interessamento in tal senso, anche se temo che ormai ci sia poco da fare, ma non sposerò mai la causa di tornare indietro, alla prima soluzione: questo non perché il proprietario di villa Combi mi sia simpatico e il Comitato no, ma perché io devo espletare il mio compito di soprintendente dei beni storici e architettonici".