Bufera nella calza dei musei statali fiorentini. Come annunciato a fine dicembre, è partita l'offensiva, e sei sale degli Uffizi sono rimaste chiuse. Solo uno dei primi effetti dal mancato rinnovo del contratto aggiuntivo degli assistenti tecnici museali fiorentini. Lo denunciano i sindacati che ieri mattina hanno incontrato i lavoratori: gli Assistenti tecnici museali in servizio presso il Polo fiorentino sono meno di 100 (48 agli Uffizi, 12 all'Accademia, 21 alla Palatina e 12 a San Marco). «La volontà è quella di tutelare i lavoratori nei loro diritti acquisiti, ovvero cercare di tornare all'orario e allo stipendio originario", spiega Giuliana Guidoni della Fps Cisl. Il problema degli assistenti tecnici museali, sollevato nei giorni scorsi, nasce dall'estensione dell'orario di lavoro che, nel 2004, ha comportato il passaggio da un part time al 50 (corrispondente a tre giorni lavorativi a settimana) a uno del 66 oppure al full time. Questa estensione sarebbe ora impossibile non a causa di mancanza di fondi, ma per problemi burocratici tra il ministero del Tesoro e la sovrintendenza fiorentina. La soluzione prospettata è stata quella di tornare, con l'inizio del nuovo anno, al vecchio part time di tre giorni. «La conseguenza continua Guidoni è stata quella di chiudere intanto sei sale agli Uffizi, tra le proteste dei visitatori. Ma anche le aperture del fine settimana, sia della Galleria che di altri musei statali fiorentini, sono a rischio». - «Poter garantire l'orario esteso, e quindi il conseguente stipendio, agli assistenti museali fiorentini è interesse anche nostro, e da tempo stiamo lavorando con il ministero dei Beni culturali e con i sindacati per trovare una soluzione condivisa», il commento della soprintendente Cristina Acidini. «Il Polo le sue parole dispone di un proprio fondo che vorrebbe impiegare, nelle forme contrattuali previste dalla legge, per poter garantire orari e stipendi uguali a quelli vigenti. Il provvedimento sarebbe comunque temporaneo, sapendo che la situazione degli assistenti, oggi precaria, è in via di definitiva stabilizzazione. Dopo l'Epifania sarà possibile incontrare tutti i soggetti interessati per arrivare a una soluzione». Fissato per lunedì prossimo, il confronto con i sindacati. «L'ipotesi che le aperture siano a rischio per il sindacato autonomo è demagogia interviene il segretario nazionale aggiunto dell'UnsaBeni culturali, Learco Nencetti. E' vero, la carenza di personale è di oltre il 20, ma se viene chiusa qualche sala non è certo perché mancano gli Atm. «Occorre una vera e propria riorganizzazione funzionale», conclude Nencetti, lanciando una sfida. «Perché non cominciare utilizzando per l'apertura delle sale gli oltre 40 custodi dirottati ad altre mansioni: amministrative, di aiuto ai capi-servizio, di segreteria o sostegno dei direttori dei musei, di attendenti?».
Uffizi. Chiuse sei sale del museo fra i reclami dei turisti
I sei sale degli Uffizi sono rimaste chiuse a causa della mancanza di assistenti tecnici museali. I sindacati hanno incontrato i lavoratori e hanno chiesto di tornare all'orario e allo stipendio originario. La soluzione proposta è quella di tornare al part-time di tre giorni lavorativi a settimana. La carenza di personale è di oltre il 20% e la sovrintendenza fiorentina ha un proprio fondo per garantire orari e stipendi uguali. Il ministero dei Beni culturali e i sindacati stanno lavorando per trovare una soluzione condivisa. Le aperture del fine settimana dei musei statali fiorentini sono a rischio.
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