Un cielo di nuvole grigioazzurre attraversato dal volo di uccelli rossi, un soffitto dove si affacciano giovani pittori al lavoro, un altro popolato dai monumenti simbolo delle città storiche italiane, dal Colosseo alla Torre di Pisa, dal Duomo di Milano al Giardino Giusti di Verona: sono le «Camerae pictae» realizzate da tre studenti delle Accademie, Pietro Pintadu, Andrea La Rocca ed Elisa Sasso, in altrettanti uffici del ministero dei Beni culturali a San Michele. L'idea era nata nel 2001, durante i restauri dell'edificio che una volta ospitava il Carcere minorile. «Quando furono sostituiti tutti i soffitti del San Michele - racconta Roberto Cecchi, direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici che nei giorni scorsi ha inaugurato le opere - la soddisfazione per la scelta di un materiale tecnologicamente molto avanzato lasciò ben presto spazio alla delusione per le terribili qualità formali del prodotto utilizzato. A nulla valsero le resistenze per non infliggere alla fabbrica storica una ulteriore umiliazione, dopo le tante subite, per l'adeguamento alle norme sulla sicurezza dei lavoratori». Insomma si presentò il problema di come trasformare quei controsoffitti che distribuiscono gli impianti e che al tempo stesso rendono desolanti gli uffici. La sfida era duplice: lavorare con sistemi antichi su materiali tecnologici e salvaguardare la qualità degli spazi destinati al lavoro. Si pensò a un concorso destinato agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane. Il tema era: «Camera Picta. Dipingere il cielo. L'arte nei luoghi di lavoro». «Anche la scelta di affidare a studenti la decorazione dei soffitti ha un suo antecedente storico proprio qui al San Michele, dove cortili e loggiati sono stati decorati in passato dagli allievi della scuola di arti e mestieri», spiega Cecchi. Così, dopo una prima selezione fatta dagli stessi insegnanti delle Accademie, una giuria esterna ha scelto i tre vincitori che ora hanno portato a termine il lavoro. Andrea La Rocca, ventitreenne siciliano iscritto all'Accademia di Urbino, ha usato un supporto di intonaco a calce con aggiunta di colla simile a quello del buon fresco e vi ha dipinto figure in modo che «volgendo la sguardo in alto, l'osservatore diventa modello ad uso del pittore». Piero Pintadu, di Sassari, ha dipinto il cielo con gli uccelli rossi perché «oggi la realtà è fatta di edilizia e natura fuse nella stessa essenza e perciò gli uccelli diventano rossi e si stagliano sul cielo bianco, come le torri industriali delimitano gli orizzonti con i loro colori». Elisa Sasso, milanese, dice che l'arte nei luoghi di lavoro l'ha fatta subito pensare a un dipinto per evadere, anche se solo per pochi minuti, da questi luoghi. Così ha sottolineato «l'aspetto sentimentale che ci lega ai viaggi» ed ha sparso sul soffitto le immagini in polaroid delle più belle città italiane. «Volendo - suggerisce la giovane artista - il soffitto potrebbe anche essere pensato come uno specchio, come se fossimo noi a fantasticare su quelle fotografie».
Il cielo in un ufficio. Gli studenti delle Accademie affrescano San Michele
Tre studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, Pietro Pintadu, Andrea La Rocca e Elisa Sasso, hanno realizzato tre opere di pittura per i soffitti degli uffici del ministero dei Beni culturali a San Michele. L'idea è nata nel 2001 durante i restauri dell'edificio e il tema del concorso era "Camera Picta. Dipingere il cielo. L'arte nei luoghi di lavoro". I tre vincitori hanno utilizzato materiali tecnologici per dipingere opere che rappresentano il cielo con uccelli rossi, un soffitto con giovani pittori al lavoro e un altro con immagini in polaroid delle città italiane.
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