Proseguono le polemiche sul progetto di restauro della statua più rappresentativa dell'arte italiana: il David di Michelangelo. E dopo gli appelli internazionali per un ripensamento, le critiche rilanciate dalla stampa straniera (in particolare inglese ed americana), la patata bollente del restauro arriva sul tavolo del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Antonio Paolucci, ex ministro e soprintendente del polo museale fiorentino, ha inviato un dossier ad Urbani in cui spiega come si svolgerà l'intervento sulla statua che rappresenta l'ideale di bellezza del Rinascimento. "E' stato lo stesso ministro a chiedermi un breve rapporto sulla vicenda. Urbani ha piena fiducia nel nostro operato e comunque intende avere una nota scritta in modo che quando gli verranno chieste spiegazioni abbia tutte le notizie per rispondere", ha dichiarato Paolucci. "Non sarà niente di traumatico, né di drammatico. Quello del David non sarà propriamente un restauro ma una normale pulitura, o meglio ancora una spolveratura. Tutte queste polemiche, comunque, le avevamo messe in conto. E questo perché - ha spiegato Paolucci - riguardano una statua simbolo, la scultura più bella del mondo". "Sarà una leggerissima pulitura, che intendiamo fare per ragioni di decoro, soprattutto per togliere lo sporco e la polvere che si sono sedimentati sul marmo nel corso degli ultimi cento-trenta anni", ha proseguito Paolucci, ricordando che l'intervento sarà coordinato da istituzioni di primo piano: il Cnr, l'Opificio delle pietre dure, le università di Milano, Roma, Perugia, Pisa, Lecce, Catania, Bologna e Siena. Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia, non è sorpresa più di tanto delle polemiche rilanciate dalla stampa anglosassone. "Queste polemiche non fermeranno certo i nostri programmi. Evidentemente qualcuno si vuole fare pubblicità avviando una campagna mediatica su una statua molto conosciuta, un totem dell'arte moderna. Il restauro previsto per l'inizio di settembre resta confermato", ha dichiarato Falletti. "Se gli studiosi che hanno sollevato perplessità e dubbi sull'intervento si faranno vivi con noi, verranno a trovarci, saremo ben lieti di rispondere alle loro domande, di chiarire le metodologie che intendiamo applicare". La pulitura del David è stata affidata alla restauratrice Cinzia Parnigoni, che lavorerà tra settembre e la primavera inoltrata, con l'obiettivo di concludere entro maggio 2004". Sul fronte opposto Paola Barocchi, docente di Storia dell'arte rinascimentale alla Normale di Pisa ed una delle maggiori esperte dell'opera michelangiolesca. "Meno si restaura e meglio è. E soprattutto nel caso del David di Michelangelo non ci sarebbe bisogno di niente, al massimo una leggera spolveratura". Barocchi è tra i quaranta firmatari dell'appello internazionale promosso da James Beck per chiedere la sospensione del restauro della statua. "Confermo la mia firma ed esprimo il mio parere critico per un intervento che sembra promosso quasi esclusivamente per festeggiare i 500 anni della statua", ha aggiunto Barocchi.