-------------------------------------------------------------------------------- Sei sale già chiuse agli Uffizi, tra cui ieri quella di Simone Martini, di Gentile da Fabriano e quella della Niobe, e aperture del fine settimana a rischio, non solo della Galleria, ma anche di altri musei statali fiorentini. E il primo effetto del mancato rinnovo del contratto aggiuntivo degli assistenti tecnici museali, i cosiddetti Atm. Custodi che fino al 31 dicembre di questanno hanno potuto estendere il loro part time dal 50 al 66 per cento o anche fino al full time (permettendo così, con la loro presenza, lapertura delle sale), perché regolarmente retribuiti dalla Soprintendenza per il loro lavoro aggiuntivo. Ma dallinizio dellanno questa possibilità di pagamento è «tecnicamente» decaduta: non per mancanza di fondi («i soldi ci sono» conferma la soprintendente Acidini), ma perché non è stata individuata, tra ministero dei Beni culturali e il ministero dellEconomia, la modalità con cui continuare a pagare i contratti. Acidini, comunque, è fiduciosa: «La situazione dovrebbe sbloccarsi nel giro di pochi giorni, forse poche ore. Almeno me lo auguro. Stiamo attendendo da Roma lautorizzazione ai pagamenti. Una rapida e positiva soluzione della vicenda è nellinteresse di tutti». Anche dei visitatori: ieri agli Uffizi, davanti a quelle sale chiuse, non sono mancate le proteste.
- Sei sale già chiuse agli Uffizi Acidini: intesa coi custodi vicina
Il contratto aggiuntivo degli assistenti tecnici museali (Atm) sta per scadere, mettendo a rischio l'apertura del fine settimana dei musei statali fiorentini. I custodi, che fino al 31 dicembre potevano estendere il loro part-time fino al 66% o al full-time, non sono più retribuiti dalla Soprintendenza. La soprintendente Acidini è fiduciosa che la situazione si risolva entro pochi giorni, aspettando l'autorizzazione ai pagamenti da Roma. Una soluzione rapida è necessaria per il bene di tutti, compresi i visitatori che hanno protestato davanti alle sale chiuse agli Uffizi.
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