LINTERVISTA - Castagnoli, dalla Gam di Bologna in Piemonte "La città deve svecchiarsi senza rassegnarsi a vivere di rendita" -------------------------------------------------------------------------------- Per anni, ai tempi di Imbeni e Vitali, è stato direttore della Galleria dArte Moderna di Bologna. Dal '98 però Pier Giovanni Castagnoli dirige unaltra Gam, quella di Torino, città indicata ieri su queste pagine dal prorettore Roberto Grandi come uno dei possibili punti di riferimento e modelli per la rinascita di Bologna. Ha vissuto in prima persona la nuova stagione culturale di Torino: si può parlare di 'rinascimento? «La città ha fatto passi giganteschi sulla via della ripresa dopo momenti molto difficili. Qui è stata sposata da tutti la 'carta dellimpegno sulla cultura, con la convinzione che avesse un doppio valore: simbolico da un lato, e cioè che rappresentasse la voglia della città di rinascere e quindi di investire nel proprio futuro; e dallaltro come volano per produrre». In concreto come è stato possibile? «Con la crisi della Fiat cè stata una forte reazione politica e unazione di straordinario 'buon governo, capace di coinvolgere tanti soggetti, i più importanti del territorio, in particolare le due fondazioni bancarie cittadine, la Crt e la San Paolo: insieme si sono impegnate nellindividuare con intelligenza nuovi obbiettivi, e forme e mezzi. Un progetto condiviso con un traguardo, e non mille, da tagliare». Per quanto riguarda la gestione dei musei, ad esempio, è nata unapposita Fondazione: ha dato buoni risultati? «Ottimi, non solo e necessariamente sul fronte del numero dei visitatori, ma proprio dellamministrazione, dellautonomia, del coordinamento e anche del risparmio finanziario. Anche qui cè stato coraggio politico e partecipazione delle due fondazioni bancarie. E unesperienza pilota». Non solo arte però. «Cè stato grande impegno sul circuito teatrale e su quello cinematografico, dal Museo del Cinema, che attira ogni anno 500 mila visitatori, alla Film Commission che attrae tante produzioni, fino al Film Festival anche se in questi giorni è coinvolto in feroci polemiche. Sul fronte letterario, col Salone del Libro, e su quello musicale». Vista da fuori Torino è una città molto viva. «E così. E lo pensano anche i torinesi, non solo i turisti. Se si dice che la cultura è importante e si agisce davvero in questa direzione, passo dopo passo il riconoscimento matura nella comunità. Anche perché è impressionante la quantità di occasioni e di appuntamenti. E non cè dubbio che linvestimento nella cultura crea condizioni non solo fertili ma fondamentali perché possa nascere un terreno germinante per nuovi talenti ed energie». Bologna ha tanti giovani, ma non un progetto per il futuro. «Me lo dice anche mia figlia che studia lì. Anche lei di sinistra ma a disagio sul governo Cofferati. E strano perché Bologna ha incredibili eccellenze: Università, posizione geografica, i giovani, un passato di grandi sperimentazioni, un grande patrimonio artistico. Un elenco fin troppo lungo. Forse, con lalta qualità di vita, un freno. Ma non deve rassegnarsi a vivere di rendita, è pericoloso. Deve assolutamente rinnovarsi, svecchiando e affidandosi di più ai giovani. Io ho grande fiducia ad esempio nella nuova stagione di Mambo, con un giovane direttore, Maraniello, di grande qualità».