Riprenderà a settembre - è ormai sicuro - il restauro del David di Michelangelo. E con la benedizione del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani (nella foto). Non cambierà di una virgola la metodologia decisa dalla commissione di esperti, fra cui Franca Falletti: «La polemica internazionale scoppiata intorno al David, non varierà certo i nostri programmi - l'opinione della direttrice dell'Accademia - Evidentemente qualcuno ha tentato di farsi pubblicità avviando una campagna rnediatica su una statua conosciutissima, un vero e proprio simbolo, un "totem" assoluto per storici e profani. L'intervento previsto per l'inizio di settembre, resta confermato». «Se gli studiosi che hanno sollevato perplessità e dubbi sul restauro si fossero fatti vivi con noi, se fossero venuti a trovarci, saremmo stati ben lieti di rispondere alle loro domande, di chiarire le metodologie che intendiamo applicare. E che applicheremo...», taglia corto Franca Falletti. Dopo le dimissioni, nel marzo scorso, di Agnese Parronchi - in disaccordo con la commissione proprio sulla metodologia da seguire - il restauro del David è stato affidata a Cinzia Parnigoni, che lavorerà tra settembre e la primavera inoltrata, con l'obiettivo di concludere entro il settembre 2004. Questo perché proprio l'8 settembre 1504 la statua di Michelangelo è stata mostrata ai fiorentini, in piazza della Signoria. E quindi il restauro (finanziato dall'associazione non profit olandese Art Longa Stichting), che rientra tra le iniziative previste per celebrare i 500 anni della scultura maschile più famosa del mondo, dovrà essere concluso per quella data. Via libera all'intervento vero e proprio, quindi, dopo la lunga operazione dì monitoraggio sponsorizzata dai Friends of Florence: il metodo utilizzato sarà quello «ad acqua» (per usare un linguaggio "da lavanderia", come dice la soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure, Cristina Acidini), a base di impacchi di cellulosa impregnata con acqua bidistillata, per tempi di contatto molto ridotti e differenziati da zona a zona, come Cinzia Parnigoni ha già fatto sul San Matteo e sui Prigioni di Michelangelo. Sotto gli occhi dei visitatori - il restauro verrà infatti effettuato a museo aperto - il capolavoro-mito del Rinascimento ritroverà l'antico splendore: e Cinzia Parnigoni, ex allieva dell'Opificio "emigrata" al Nord, dove ha sede la sua ditta, nuova responsabile tecnica del restauro, tornerà a utilizzare quello sperimentato sistema, che la soprintendente dell'Opificio continua a ritenere «il più innocuo possibile». Urbani, dopo aver studiato il dossier inviategli da Paolucci, ha dato il suo ok: «La mia decisione premia i soprintendenti fiorentini Paolucci e Acidini, tutti i tecnici che per undici anni hanno lavorato sul David ma, indirettamente, anche quella scuola italiana che in materia di restauro e conservazione è la prima nel mondo: negli ultimi mesi i nostri tecnici sono stati richiesti in Cina, per la Città Proibita, in India e in Iraq, per interventi proprio su materiale lapideo».
David: a settembre riparte il restauro
Il restauro del David di Michelangelo sarà completato entro settembre 2004. La commissione di esperti, guidata da Franca Falletti, ha deciso di utilizzare la metodologia dell'acqua, con impacchi di cellulosa impregnata con acqua bidistillata, per un restauro a museo aperto. Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha dato il suo ok al progetto. Il restauro è stato finanziato dall'associazione olandese Art Longa Stichting e rientra nelle iniziative per celebrare i 500 anni della scultura maschile più famosa del mondo. Il capolavoro-mito del Rinascimento sarà esposto nuovamente ai visitatori.
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