IL CASO La soprintendente Acidini lo definisce un dato "impressionante" Nel solo mese di dicembre lafflusso è cresciuto del 5,52 per cento Eccezionale prestazione degli Uffizi visti da 1 milione e 663 mila persone -------------------------------------------------------------------------------- Un dato che la soprintendente del Polo Museale fiorentino Cristina Acidini definisce «impressionante». Nel 2006 i visitatori dei musei della città sono stati in tutto oltre 5 milioni e 100 mila, vale a dire 387 mila più di quelli dellanno precedente (quando erano stati 4 milioni e 720 mila), pari a un più 8,20. Non solo: nel solo mese di dicembre, lafflusso di visitatori è cresciuto di oltre il 5,52, a dimostrazione, secondo Acidini, «di come Firenze in quanto città darte si stia imponendo come meta alternativa alle tipiche vacanze invernali allestero o in alta montagna». La prestazione più straordinaria è quella della Galleria degli Uffizi, che da sola, passando da 1 milione e 341 mila 700 visitatori del 2005 a 1 milione e 663 mila 400, registra un incremento di quasi il 24 delle visite nel 2006 rispetto al 2005, certamente dovuto, secondo la soprintendente, al traino esercitato dalla mostra La mente di Leonardo. Mentre è certo che un analogo effetto è stato esercitato sul Bargello dalla mostra Giambologna, Dei ed eroi, che ha fatto crescere i visitatori di un ottimo 18. Buona anche la prestazione della Galleria dellAccademia (più 5,06), di Palazzo Davanzati (più 28) o della Villa Medicea di Poggio a Caiano (più 60,32). E tuttavia, sottolinea Acidini, «resta ancora difficile individuare con esattezza le motivazioni che spingono i visitatori a scegliere un museo», e perciò anche spiegare, per esempio, perché i visitatori della Galleria di arte moderna siano invece crollati del 45, quelli del Fuligno dell84, o quelli di SantApollonia del 9,89. Linteresse dei turisti, italiani e stranieri, che entrano agli Uffizi o a Pitti sembra orientato sia sulle collezioni permanenti che sulle mostre temporanee organizzate allinterno dei musei, «ma non è detto», dice Acidini, «che nella polarizzazione dellinteresse non giochino anche altri fattori». E sicuro, per esempio, «che anche Firenze si sta avvantaggiando del rinnovato interesse per i musei del turismo nostrano, il quale, come tutte le indagini mostrano, sembra sempre più orientarsi su vacanze in casa, volte alla riscoperta di un patrimonio vicino colpevolmente ignorato a vantaggio, in passato, di vacanze diverse». Ma quel che ancora manca, a livello generale, sono, denuncia la soprintendente, strumenti di rilevazione davvero significativi dei tanti tipi di visitatori dei musei, ormai indispensabili ai fini della messa a punto di una offerta adeguata: «Non si tratta» spiega Acidini, «di rincorrere acriticamente la gente, e magari di appiattire lofferta pur di accaparrarsene il più possibile. Bensì di valorizzare al massimo il patrimonio museale in relazione allattesa dei vari gruppi di visitatori». Fra i quali, per esempio, andrebbero anche distinti quelli che vengono per la prima volta, e subito si dirigono sui grandi capolavori mai visti prima, e quelli che invece tornano, e magari si mettono alla ricerca di percorsi alternativi.
Firenze - Boom di presenze nei musei 387mila visitatori in più nel 2006
La soprintendente del Polo Museale fiorentino Cristina Acidini definisce impressionante il aumento del flusso di visitatori dei musei della città nel 2006. Nel solo mese di dicembre, il flusso è cresciuto del 5,52%. La Galleria degli Uffizi registra un incremento del 24% delle visite rispetto al 2005, certamente dovuto alla mostra La mente di Leonardo. Altri musei come il Bargello, la Galleria dellAccademia e Palazzo Davanzati hanno anche registrato un aumento significativo. Tuttavia, Acidini sottolinea che è difficile individuare le motivazioni che spingono i visitatori a scegliere un museo e spiegare perché alcuni musei hanno registrato un aumento e altri un calo.
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