Villa Cambiaso acquistata dalla Fondazione Carige e non solo La sede Nel nobile edificio troverà sede la rappresentanza della Fondazione il parere Secondo Vittorio Sgarbi loperazione garantisce conservazione e decoro -------------------------------------------------------------------------------- La prestigiosa Villa Cambiaso Giustiniani in Albaro, prima opera genovese dellarchitetto cinquecentesco Galeazzo Alessi, diventerà sede di rappresentanza della Fondazione Carige. La Fondazione lha comprata, per 4.750.000 euro, dal Comune (entro fine mese si firmerà latto), con il placet dalla Soprintendenza al patrimonio architettonico. E questultimo, fondamentale, via libera è stato concesso proprio per limportante destinazione duso che la Fondazione vuol farne e con la garanzia che lintero giardino sia fruibile liberamente dal pubblico. Venne a Genova proprio perché chiamato da Luca Giustiniani, limportante architetto perugino Alessi, e realizzando, nel 1548, la villa cubica con loggia, in posizione dominante la valletta e con un enorme giardino che sallungava fino al mare, mise a punto un prototipo di villa che trionfò per tutto il Cinquecento. Vendere il patrimonio pubblico, cartolarizzare, dismettere. Fa discutere loperazione compiuta da Tursi, non unico episodio di alienazione di "gioielli" di tutti, per tentare di risanare le casse degli enti pubblici essiccate dalle ultime Finanziarie. E indubbiamente una tendenza, dagli enti locali allo Stato, ma anche allestero le cose non vanno diversamente (è di pochi giorni fa lallarme parigino, in due anni sono stati venduti dallo Stato, edifici storici per un miliardo di euro, con unenorme operazione senza precedenti). «La vendita a una Fondazione è la più alta forma di statalizzazione del patrimonio che si possa concepire», è iperbolico, Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del Comune di Milano. Elenca decine di casi, in cui una Fondazione ha "salvato" edifici o opere darte e li ha "restituiti" al pubblico, negli ultimi quindici anni, in tutto il Paese. E spiega: «E solo un passaggio, la fruibilità, semmai, può solo migliorare: perché la conservazione e la manutenzione, nonché la possibilità di restauri, che garantiscono le fondazioni bancarie non le assicura nessuna istituzione pubblica». In più, aggiunge, le casse pubbliche, da queste dismissioni, si trovano rimpinguate. A Genova, però, tante perle del patrimonio pubblico sono scivolate via. Come il cinquecentesco Palazzo della Meridiana di cui il Comune era affittuario. Italia Nostra non se nè ancora fatta una ragione, Tursi ha sloggiato e nel palazzo sono cominciati i lavori per trasformare saloni e corridoi in residenze private. Anche la Regione cartolarizza, cercando di ripianare i conti della Sanità: lArte (azienda regionale territoriale per ledilizia) sta vendendo la settecentesca villa Raggio di via Pisa (ex ospedale ortopedico). Mentre è in sospeso, lenorme complesso dellospedale psichiatrico di Quarto, prima sede designata per ospitare lIstituto italiano di tecnologia, poi collocato a Morego. A Tursi, invece, la vendita del complesso dellex Facoltà di Economia, in via Bertani, oggi sede del Laboratorio sociale Buridda, sta per sbloccarsi. Proprio entro questo mese, dovrebbero arrivare i risultati dellindagine sulla legittima proprietà (il Comune o lUniversità?). Un secco "no" della soprintendenza al Patrimonio sulla sua dismissione, ha invece bloccato la vendita delledificio di Villa Gruber, a Castelletto. Trattativa in corso, invece, per lex cinema Orfeo, in via Venti Settembre, se ne sta occupando lazienda pubblica Tono 2, che cura la vendita di alcuni immobili pubblici. Nessuno si è fatto avanti, per acquistare il Museo dellAttore, che così è rimasto di proprietà comunale. Anche se al Matitone stanno pensando di riprovarci, prima della fine del mandato. Infine, la Tono 2 sta procedendo con la vendita dei fondi dellAccademia Ligustica, in piazza De Ferrari, nel palazzo ottocentesco realizzato da Carlo Barabino.