Ci sono volute 48 ore di tempo per rimettere insieme tutti i tasselli ma alla fine gli inquirenti sono riusciti a far luce sul furto sacrilego che era stato scoperto dalla Polizia stradale di Lamezia Terme. I candelabri, l'ostensorio e le reliquie di San Francesco erano state rubate non a Pozzallo, come era stato riferito in un primo momento dagli investigatori calabresi, ma all'interno della chiesa di San Francesco d'Assisi in piazza Cappuccini. In questo vicenda Pozzallo comunque c'entra pienamente perché i quattro candelabri in argento rubati nella notte tra il 27 e il 28 dicembre sono stati ritrovati dai carabinieri della Compagnia di Modica a casa di un pozzallese di 44 anni, F.M le sue iniziali. Quest'ultimo è il fratello di G.M., 47 anni, fermato a Lamezia, durante un posto di blocco, insieme con un romeno di 25 anni, J.B.C., mentre si trovavano a bordo di una Renault Modus, rubata a Modica il 14 dicembre. A bordo della vettura la Polizia stradale aveva rinvenuto un ostensorio e le reliquie. I due fratelli modicani e il romeno sono stati denunciati per ricettazione. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia stradale di Lamezia, G.M. e J.B.C, erano diretti a Roma dove il romeno aveva già allacciato dei contatti con degli antiquari per cedere loro la merce rubata a Ragusa. Il furto era stato scoperto la mattina del 28 dicembre dal parroco don Giuseppe Ramondazzo che aveva subito sporto denuncia ai carabinieri. I ladri si erano introdotti da una porta secondaria all'interno della sacrestia. Hanno dapprima rovistato nei cassetti dirigendosi, poi, verso la cassaforte che conteneva l'ostensorio, i quattro candelabri, le reliquie di San Francesco e altri oggetti di minor valore. I ladri cercavano probabilmente proprio la cassaforte e questo è un elemento importante nelle indagini perché conferma che chi ha agito era a conoscenza dell'esistenza e dell'ubicazione della cassaforte all'interno dei locali parrocchiali. Don Giuseppe Ramondazzo, che tra l'altro è cappellano della Polizia di Stato, ha manifestato gratitudine sia ai Carabinieri che alla Polizia per il ritrovamento degli oggetti sacri. All'appello mancano comunque ancora gli oggetti di minor valore che si trovavano custoditi all'interno della cassaforte alcuni dei quali non erano stati neanche inventariati per cui sarà alquanto difficile riuscire a recuperarli.