Dalla Fontana della Navicella, al Celio, a quella di piazza Navona, ai busti dei Garibaldini al Gianicolo: è lunga la storia dei danneggiamenti subiti nel corso degli anni dal patrimonio artistico e culturale della Capitale. Opere cadute sotto i colpi di vandali e teppisti, o per mano di ragazzi troppo euforici per una notte, o deliberatamente sfregiate e amputate a colpi di martello per essere rivendute sul mercato d'arte clandestino. Uno degli episodi più gravi e di storica memoria, fi danneggiamento subito dalla Fontana dei Fiumi del Bernini a piazza Navona: il 19 agosto del 1988 la coda del drago si ruppe sotto il peso dell'uomo che la scelse come trampolino di lancio per un tuffo proibito. Risale invece all'agosto del 2001 lo scempio perpetrato ai danni dei busti del Pincio, non nuovi ad atti di questo genere: divelti dai basamenti i ritratti del conte Cavour e del poeta ottocentesco Giuseppe Giusti, nasi di marmo e parti delle statue ritrovati sparsi qua e là lungo il parco. Cinque anni più tardi lo stesso trattamento è stato riservato a tre busti di garibaldini al Gianicolo, decapitati dai soliti ignoti dopo essere stati deturpati in precedenza, forse su commissione. Due i danneggiamenti subiti invece dalla Fontana della Navicella al Celio, opera dello scultore Andrea Cantucci: nel corso di una serata di fine estate del mese del settembre 2005, alcuni ragazzi annoiati e in cerca di divertimento, come ipotizzato dai carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio artistico, hanno amputato a colpi di martello la prua della Navicella raffigurante il muso di un cinghiale. Il pezzo della fontana fu poi ritrovato dai militari dell'Arma, proprio il giorno in cui una colonnina esterna della scultura fu completamente divelta dopo essere stata urtata, con molta probabilità, da un mezzo pesante. Altra piazza, altra scultura danneggiata: divelte quattro teste delle tartarughe di una delle Fontane Gemelle di Valle Giulia. La segnalazione è giunta agli inquirenti solo u 31 ottobre del 2005. Un anno prima analoga sorte era toccata alla Fontana delle Api di piazza Barberini.
In principio fu la fontana di piazza Navona
La Capitale ha subito numerosi danneggiamenti nel corso degli anni a opera di vandali, teppisti e ragazzi euforici. Tra gli episodi più gravi vi è il danneggiamento della Fontana dei Fiumi del Bernini a piazza Navona nel 1988, quando la coda del drago si ruppe sotto il peso di un uomo che l'aveva scelta come trampolino di lancio. Nel 2001, i busti del conte Cavour e del poeta Giusti del Pincio sono stati divelti dai basamenti. Cinque anni dopo, tre busti di garibaldini al Gianicolo sono stati decapitati.
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