Sono scenari da sogno i Campi Flegrei, ma bisognosi di un'attenzione costante perché la bellezza del territorio continui a essere tramandata nel tempo. Scenari che attualmente sono rappresentati nelle preziose tele e gouaches in mostra fino al 30 gennaio a Castel Sant'Elmo. Paesaggi bellissimi che ritraggono cartoline del XV secolo oggi qua e là coperte da ogni tipo di bruttura che offusca la terra del mito più volte menzionata da Virgilio. Un conflitto di natura temporale che suggerisce seri spunti di riflessione lanciati da esponenti dell'arte e della cultura nel corso di un recente confronto su questi temi al quale sono intervenuti il soprintendente del Polo museale, Nicola Spinosa e gli artisti Mimmo Jodice e Cannine Di Ruggiero, presenti in mostra. Si poteva fare una esposizione più attuale? Meno storica e più fotografica? Secondo un gruppo di architetti flegrei presenti all'incontro sì, di parere diverso sia Spinosa - che ha rimproverato agli architetti di non aver aiutato lo sviluppo della zona favorendo un'architettura da lui definita «finta povera» - che Jodice. «La mostra - hanno sostenuto gli architetti -poteva essere l'occasione utile per denunciare i problemi, gli atti di vandalismo e le eterne questioni che regnano ormai da tempo nella zona; anzi sarebbe stato giusto allestire una mostra fotografica che documentasse con attenzione gli scempi che sono stati fatti nell'area flegrea». Un suggerimento che non ha trovato d'accordo, come si è detto, Mimmo Jodice: «Sarei tentato di documentare con i miei scatti quello che di brutto c'è ed esiste ma non sarebbe un buon servizio per la città e i Campi Flegrei. Però penso che gli architetti dovrebbero occuparsi della decostruzione del territorio, ovvero rimuovere sulla carta gli ostacoli, per arrivare alla demolizione degli scempi realizzati in passato dai loro colleghi». Dalla fotografia alla pittura il discorso non cambia: «Il mio intento - ha spiegato Carmine Di Ruggiero - è quello della continuazione col mito e con la storia; in dieci anni ho realizzato una serie di opere che rendono omaggio a questa terra. 1 Campi Flegrei si caricano di significati, espressioni, emozioni prodotte proprio dalla natura vulcanica del territorio che personalmente manifesto con esplosioni cromatiche». Antichità e modernità, dai Campi Flegrei al Mediterraneo: «Mi affascinano i Paesi del Mediterraneo perché sono culturalmente differenti - è il parere di Jodice - ma hanno il comune denominatore dell'antico. Il mio è infatti un viaggio nel tempo alla scoperta di luoghi del passato vissuti come artista che lavora sospeso nel tempo, e come uomo, che a occhi chiusi ha annullato le brutture che circondano queste bellezze».