Quella che doveva essere una notizia gioiosa - la fine dell'annosa trattativa sulla cessione al Comune di Roma di Villa Blanc, complesso di fine Ottocento circondato da quattro ettari di verde, di proprietà della Luiss dal 1996 - rischia di trasformarsi in un incubo per la persona che, più di ogni altra, ha dimostrato di avere a cuore le sorti della splendida dimora su via Nomentana 216. Nina De Laurentiis, moglie dello scultore Pietro deceduto nel '91, da sempre è la "memoria storica" del Parco e il suo "angelo custode". Da 34 anni, nel villino che un tempo fu il laboratorio artistico del marito, custodisce gelosamente non solo le sue opere, ma vigila sul decoro della villa e sul suo "spirito". Innumerevoli le sue battaglie affinchè il complesso, che include sette villini liberty oggi in rovina e una vegetazione centenaria, torni ad essere un bene pubblico. Salvo dal progressivo tramonto a cui anni di incuria l'hanno consegnato. Adesso che il suo sogno si sta per avverare - imminente l'accordo tra l'Amministrazione e l'università privata, che otterrà cambi di destinazioni d'uso per cubature sulla Bufalotta - Nina è alle prese col trasloco più amaro della sua vita. Entro il 20 gennaio uno sfratto esecutivo, conseguenza di una controversia giudiziaria con la Luiss, le impone di abbandonare il villino-laboratorio di Villa Blanc, sgomberandolo delle opere racchiuse. La sua amarezza, nella prima telefonata dell'anno, è palese: «Sfrattarci da quello studio, che per anni è stato un baluardo contro il degrado circostante, significa che anche l'ultimo edificio che conserva un'anima verrà svuotato». Dal momento della consegna dell'area al Comune, che poi la cederà al III Municipio, fino alla sua riqualificazione (solo il parco costerà non meno di 14 milioni di euro, ndr), il rischio che il villino sprofondi nel degrado o venga occupato dagli "invisibili" che popolano il parco, è alto. «Questo è l'unico posto con i vetri, il tetto, il caminetto funzionante. Appena sarà svuotato, si riempirà di gente - è il timore della settantunenne vedova - L'ultima volta che l'ho visitato, giorni fa, avevano di nuovo tagliato il lucchetto per attaccarsi all'energia elettrica e l'operaio dell'Acea lo stava ripristinando». Una impresa non da poco, sia economicamente che affettivamente, portare via tutte le sculture: «Quelle piccole le ho già ritirate ma, per le altre, occorreranno migliaia di euro sia per affittare un tir che per il magazzino in cui custodirle. Una volta fuori, difficile pensare di riportarle indietro». Uno sfratto-beffa, dunque, nonostante le assicurazioni del sindaco di Roma sul futuro del villino e della sua tenace "inquilina". Ribadite dal mini-sindaco Orlando Corsetti: «La famiglia De Laurentiis ha donato le opere all'Amministrazione e non ha senso farle subire gli oneri di un trasloco».» A gennaio la formalizzazione dell'acquisto del complesso Delibera a gennaio Sul destino di Villa Blanc, una volta formalizzata la cessione dalla Luiss al Comune di Roma, non c'è certezza. Entro gennaio l'assessore comunale al Patrimonio, Claudio Minelli, presenterà con il collega all'Urbanistica Roberto Morassut una delibera in giunta affinchè il complesso di via Nomentana sia definitivamente acquisito dall'Amministrazione. Fissato l'importo per la riqualificazione, scatterà la "fase due", che prevede la concertazione tra il Comune e III Municipio sul futuro della dimora storica del 1895.