Alla fine del 2006, la SIAE ha presentato alcuni dati sullo spettacolo che hanno fatto discutere, ma sono perfettamente chiari a chi segue con un'attenzione non episodica i consumi culturali di qualità: teatro, cinema, mostre e musei recuperano quote rilevanti nel tempo libero degli italiani. In questo scenario tendenziale è il teatro a meritare la prima puntata di un ragionamento che sappia selezionale spiegazioni innovative al cambiamento della società italiana. L'incremento dell'interesse del pubblico, concretamente leggibile dal numero dei biglietti venduti, raggiunge quasi un terzo del pubblico dell'anno precedente, segnalando 1,7 milioni di presenze in più. Colpisce anzitutto il "paniere" entro cui il trend si manifesta: mentre in passato capitava qualche anno di impennata, ma gli andamenti della lettura, del teatro, delle mostre, dei musei e del cinema presentavano risultati altalenanti, da qualche anno si afferma il "pacchetto", nel senso che questi modelli di consumi culturali tendono a presentare le stesse caratteristiche quantitative di incremento. La fruizione di quella cultura che si autodefiniva d'elite conosce un processo di radicale allargamento delle sue basi sodali, che s'impernia proprio sullo smantellamento dei confini tradizionali del pubblico del teatro. A ciò si aggiunge una singolare e innovativa geografia della fruizione del teatro, che vede finalmente ridimensionate le barriere tra il Nord e il Sud ed una straordinaria diversificazione nella galleria dell'offerta, con forme di rappresentazione "minori" e "di periferia", non meno importanti dal punto di vista del rinnovamento espressivo. E se questo fenomeno coinvolge anche l'esperienza della lettura, è difficile non scorgere una matrice accomunante: il recupero del bisogno di sognare, ma anche una diversa appropriazione del rapporto tra realtà e rappresentazione E quando persine i grandi media come la tv arrivano ad accorgersi della fortuna del teatro, come in "Applausi" di Gigi Marzullo, vuol dire che siamo di fronte ad un ulteriore segno del tempo .
Applausi alla rinascita del teatro
La SIAE ha presentato dati sullo spettacolo alla fine del 2006, mostrando che il teatro, il cinema, le mostre e i musei hanno recuperato quote rilevanti nel tempo libero degli italiani. Il teatro è il più popolare, con un aumento del 10% rispetto all'anno precedente, raggiungendo 1,7 milioni di presenze in più. Questo trend è diverso da quello del passato, quando il teatro era più intermittente, e si afferma un "pacchetto" di consumi culturali che includono teatro, cinema, mostre e musei. La fruizione del teatro è più ampia e diversificata, con forme di rappresentazione "minori" e "di periferia" che sono importanti per il rinnovamento espressivo.
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